IL GOVERNATORE E MESSINA: IL DIAVOLO E L'ACQUA SANTA!

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

Il Governo regionale siciliano targato Raffaele Lombardo, auto sfiduciato ed agonizzante, ha ancora sussulti antimessinesi, un virus del quale è sofferente cronico in quattro Giunte diversificate, seppur accortamente blindate, ma cocciutamente maldisposte verso la provincia peloritana.

Vi sono dei tasselli che mostrano le facce angolose di un miserevole contenuto tra il Governatore Lombardo ed alcuni politici messinesi: la Fiera internazionale campionaria, che era un fiore all’occhiello della città e della Sicilia tutta , soffocata da gestioni commissariali che hanno combattuto con baionette di carta contro i mulini a vento di Palazzo d’Orleans.

Il Teatro Vittorio Emanuele, che finalmente, aveva ritrovato il giusto assetto, con uomini al vertice dell’Ente , sottratto alla cupidigia commissariale di una Regione matrigna, soffocato da illogiche diminuzioni di fondi, e bloccato nella sua marcia di ritorno agli antichi splendori.

Taormina Arte, abbandonata al suo destino perfido da un Assessore messinese ligio alle direttive del Governatore e , implacabilmente scudisciata dal feroce Saladino che si rimangia addirittura la concessone ventennale precedentemente deliberata di Palazzo Ciampoli alla costituenda Fondazione che è l’ora di varare per riaffermare la compattezza dell’alleanza Provincia regionale di Messina e Comune di Messina e Taormina.

Ed ancora Casa Pia dei Poveri, una Ipab il cui solido patrimonio , frutto di erogazioni spontanee di commercianti e di cittadini al fine di assicurare un giaciglio confortevole ai bisognosi, togliendoli dalla strada dove hanno per tetto il cielo e per giaciglio il marciapiede, sta sgretolandosi, per metà sottratto all’Ente con un discutibile compromesso a favore del Comune e per il resto non utilizzato, da inadeguate gestioni, per i fini primari statutari.

Vi sarebbe ancora tanto da addebitare al Governo regionale ed i messinesi hanno annotato tutto per ricordarsene alle prossime elezioni e rendere pan per focaccia a quanti sono stati corresponsabili e intendono riabbracciarsi dopo la strategica farsa delle mozioni di sfiducia e dei distinguo mirati a rifarsi la verginità perduta.

Ed aumenta, quindi, la voglia di tanti Grillo, l’antidotto più serio che si possa opporre ad una politica che ha fallito e che ci ha fatto solo piangere.

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