IL MALINCONICO TRAMONTO DEL "GOVERNATORE" LOMBARDO
DI CARMELO GAROFALO
E’ sempre più vicina l’ora del malinconico tramonto di Raffaele Lombardo Governatore della Sicilia, da tempo, da noi profetizzata.
Una parte consistente del partito democratico esce ormai allo scoperto e chiede le sue dimissioni: “Lasci e indichi la data delle elezioni” è l’ordine perentorio che parte da Enzo Bianco, Mirella Crisafulli, Bernardo Mattarella, dal segretario regionale Lupo dallo stesso Francantonio Genovese e da Enrico Letta e, non tanto sottovoce, dallo stesso Bersani.
Per tutti le dimissioni di Lombardo sono inevitabili e sono tutti d’accordo che le presenti il 24 aprile, nel corso della seduta straordinaria dell’Assemblea regionale siciliana convocata proprio per ascoltare il Governatore.
Per Marco Forzese dell’UDC, “è l’ora delle dimissioni in massa, per mettere fine a questo stato di continuo disagio al quale è costretto il popolo siciliano”.
Né risparmiano il Governatore, Alfano e Di Pietro, né viene risparmiato dalla gente comune il politico che ancora si ostina a far da paravento al modo di far politica da un Lombardo che avrebbe fatto bene ad accettare il nostro consiglio di ritirarsi spontaneamente a vita privata, da Cincinnato nobile e storicamente ammirevole, piuttosto che essere così malamente licenziato.
“La Regione non ha soldi” come intitola la Sicilia e gli “Ato sopravvivono”. Le città vengono, quindi, sommerse dai rifiuti. Lombardo lascerà così la Sicilia in un mare di immondizia. Giorno dopo giorno i siciliani sono sempre più penalizzati da una politica fallimentare.
Per rifornire le farmacie delle Isole Eolie si deve attendere, tempo permettendo, che arrivi il furgone a trasportare i medicinali che non possono più essere inviati a mezzo degli aliscafi.
Si fa fatica, al quarto mese di esercizio provvisorio a varare la Finanziaria con un bilancio in rosso malgrado il quale, come dà notizia il Giornale di Sicilia elargisce contributi ad enti vari ed associazioni per poterne trarre vantaggi elettorali così come si spera dai molti e molti consulenti e commissari, un esercito di persone vicine al Governatore Lombardo per potere assicurare al Movimento Lombardiano di sopravvivere alla tempesta che minaccia la vita politica del loro leader.
Gli astensionisti saranno i giudici più severi di questa regione che vive momenti così drammatici da indurre i vescovi siciliani a bacchettare i politici invitandoli a porre fine alle loro beghe per discutere seriamente di programmi e di obiettivi concreti.
Il quotidiano La Sicilia, in prima pagina, denuncia quanto “accade alla Regione”. Onorevole sincerità. Non si fidano di loro stessi e scrive “con la dichiarazione di Cracolici, capogruppo Pd che ha chiesto il rinvio della discussione sulla manovra finanziaria al giorno dopo “dato che ormai nessuno si fida più di nessuno”, c’è finalmente, un pizzico di sincerità, dobbiamo dire, continua La Sicilia, “che la fiducia nei novanta di Sala d’Ercole i siciliani l’avevano persa da anni”. Che adesso vi sia stata in piena aula una sfiducia reciproca tra gli stessi deputati non è altro che una conferma di ciò che si sostiene da tempo: è il momento di andare tutti a casa”.
Arriva infine, la scudisciata di D’Alema, l’ex Presidente del Consiglio che “gela Lombardo” sentenziando che “la Regione non può essere governata da chi è sotto processo.
Siamo al “de profundis”.
Riposino in pace e lascino tranquilli noi siciliani che vogliamo vivere da cittadini e non da sudditi.
Il Presidente Monti, il Ministro dell’Interno Prefetto Cancellieri, il Commissario dello Stato in Sicilia e lo stesso Presidente della Repubblica Napolitano, non possono continuare ad ignorare una situazione di così estrema gravità.
I siciliani confidano in loro ed attendono…
Anche se in un estremo sussulto, Lombardo, con l’usuale piglio, avendo capito, salta in avanti e preannuncia dimissioni che saranno date quando egli vorrà…