IL “MIGLIORE” OGGI È DI PIETRO...
DI CARMELO GAROFALO
Quel che appariva il peggiore, alla lunga, sta per diventare il migliore di un sistema politico imbarbarito da odio sociale, spregiudicatezza, di gossip e di pettegolezzi, abusi e privilegi , carenza di valori e di contenuti.
E l’essersi rivelato oggi Antonio Di Pietro, pur fondamentalmente antiberlusconiano, il solo ad interpretare l’esigenza popolare di un impegno politico mirato al bene comune, accantonando ogni opposizione sterile e personale, scuote l’agonizzante centrosinistra vecchia maniera, ibrido connubio tra comunisti e democristiani abbarbicati a folli strategie.
E tutti, quindi, da Bersani a Vendola alla Bindi, tutti a scandalizzarsi per un breve incontro Berlusconi - Di Pietro sugli scanni di Montecitorio a scambiarsi qualche parola.
Perché per gli ex di ieri, oggi fusi in un Partito Democratico, la democrazia, la loro “democrazia”, prevede che tra maggioranza ed opposizione non siano schieramenti contrapposti ma entrambi colonne fondanti di una vera democrazia, e quindi, forze nemiche da combattersi senza esclusioni di colpi, a costo anche di mandare al macero tutto il Paese.
Di Pietro, di contro, mostra d’essere abbastanza maturo per dar vita ad un partito di massa, correttamente “democratico”, e pertanto, non si defila di fronte alla possibilità di dialogare con l’avversario politico oggi al Governo e partecipare, con autorità, ad approvare le riforme delle quali ha bisogno l’Italia per non precipitare nel più abissale baratro della sua storia.
È l’ora che si preparino forze nuove a governare l’Italia e certamente non sono abilitati a farlo i Bersani, i D’Alema, le Rosy Bindi, i Fini ed i Franceschini e quanti, comunque, son già stati altre volte al Governo ed hanno fallito, hanno sempre boicottato il nuovo senza contrapporre concretezza di programmi innovativi e non hanno più titoli valutabili per tornare.