“IL PICCOLO TRAPEZIO” DELLA VALLE ALCANTARA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

PROF.SSA MARISA FRASCA RUSTICA

 

 

Graniti è un paese del comprensorio della valle dell’Alcantara. Esso si estende in forma quasi trapezoidale fra colline che lo circondano. Lateralmente  l’attraversa il Petrolo, un fiume destinato ad estinguersi nei mesi estivi, il cui greto sassoso, attorniato da piante spinose, origano e gialle ginestre, nascondeva la “creta”, la materia prima che indusse un ragazzino, Peppino Mazzullo, a “fare pupazzi”.

Divenuto adulto, decise di estrarre dal greto le grosse pietre di granito, di basalto, quelle dure pietre che egli riuscirà a dominare, cambiandone l’aspetto rigido, per una dimensione umana, artistica, che lo renderà famoso anche oltre oceano.

“Quasi sempre l’artista lavora , maturando i propri ricordi”: i ricordi dell’infanzia, “l’andar per fratte” scorazzando con i compagni alla ricerca spietata di nidi, di lucertole, di grilli, di granchi, l’arrampicarsi sugli alberi da frutta, su “a limunara”, gli aranci e non mancava la pineta dalla folta chioma, generosa di pigne gravide di pinoli. Un bagaglio culturale che lo accompagnerà nella sua esistenza. “Il primo libro aperto, dove le prime idee cominciano a prendere forma”: sono pensieri suoi che inconsapevolmente descrivono Graniti, non solo nella sua identità fisica, ma anche in quell’atmosfera culturale che già alitava nella comunità.

Peppino Mazzullo si trasferisce a Roma ed insegnerà all’Accademia delle Belle Arti, mantenendo quei rapporti sia affettivi che intellettuali con la “Intellighenzia” del 1945. Già a Messina, il capoluogo non certo distante da Graniti, egli aveva avuto modo di frequentare la mitica Ospe, la libreria di Piazza Cairoli sede dell’Accademia della Scocca e del Fondaco, dove con Guttuso aveva discusso sull’opportunità di raffigurare un arco che ornasse l’ingresso dell’antico, mitico Stretto di Messina così colmo di storia e leggende greche e mitologiche, che ancora fanno guardare con una certa perplessità le due sponde dominate da Scilla e Cariddi.

La piccola casa dello scultore granitese di Via Sabazio a Roma, divenne un centro di grandi fermenti culturali, intercalati dalle stornellate di Turi Pandolfini che rendevano reale l’atmosfera della Sicilia. Al nome di Peppino Mazzullo, si accosta sempre quello di Taormina e dell’Etna, ma è doveroso conoscere ed apprezzare l’atmosfera piena di colori e di suoni, viva, dinamica, volenterosa ed intelligente degli abitanti di Graniti.

La voglia di crescita comunitaria della popolazione granitese si era manifestata anche nella fondazione della Cassa Rurale, il cui stabile ospitava la banda musicale G.Verdi, ed era anche sede delle rappresentazioni teatrali alle quali partecipava l’intero paese. La musica aveva la sua sentita manifestazione nelle serenate, nei suonatori di mandolino come il mio maestro don Paolino Guarniera, o di bravi violinisti come il Cav. Mannino. 

Graniti vantava magistrati, notai, alte personalità della cultura come Carmelo D’Agostino, ispettore della  Pubblica Istruzione a Roma, al quale si deve la costruzione del Monumento ai Caduti che è un vero e proprio tempietto recante lo scritto commemorativo: In alto la Patria! Lo spazio interno ha consentito recentemente di esporre alcuni disegni di Peppino Mazzullo, il primo timido tentativo  granitese di un museo che attesti l’orgoglio di aver contribuito alla formazione di una tale personalità.

Ora il grande scultore giace nel piccolo cimitero di campagna ed il suo nome si accosta a quello di Padre Caudo, il rogazionista di nobili natali, fondatore de “La Scintilla”, il giornale cattolico tuttora esistente, ed autore di grammatiche latine e greche, oltre a saggi latini e greci.

Una figura emblematica è data dal Prof. Calabrò, premiato autore di poesie totalmente estranee alla sua natura di “terrone”, tanto apprezzate in Udine del Friuli Venezia Giulia, la città dove ha insegnato. Un altro Calabrò,  avvocato e studioso, ha redatto un libro intitolato “Graniti”, dove con l’accortezza dello storico ha esposto la storia del “piccolo trapezio”.

Altre grandi personalità emergono nel mondo civile: l’Onorevole Cutrufelli che perorò la salvezza di Messina distrutta dal terremoto; Madre Maria Nazzarena Majone cofondatrice, assieme al Canonico Annibale Maria di Francia, delle Suore del Divin Zelo; Pippo Mannino, il figlioccio di Peppino Mazzullo, che tanto successo di critica altamente qualificata ha riscosso e riscuote a Roma con le sue opere di pittore, scultore, poeta, politico dai convincimenti altamente sociali. Il suo recente capolavoro è la raffigurazione tutta originale di Don Chisciotte della Mancia. A quest’ultimo artista, il sindaco di Graniti Ing. Marcello D’Amore, ha affidato il compito di preparare le celebrazioni per il centenario della nascita di Peppino Mazzullo. Graniti si merita tale onore!

 

 

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