IL RAPPORTO ICE ESALTA LA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO ITALIANO
DI ALESSANDRA GILARDI
L’economia ha il fiato lento e il passo corto. Ma il Bel Paese ha retto, comunque, alla crisi. Questo è quanto è emerso in occasione della presentazione del rapporto ICE 2009-2010.
“Nonostante tutti i cambiamenti avvenuti a livello mondiale, l’Italia continua ad occupare un posto di rilievo nello scenario dell’economia globale, prova del dinamismo degli imprenditori italiani e della loro capacità di intervenire in un contesto così profondamente cambiato”. Sono queste le parole del presidente dell’ICE, Umberto Vattani. Pertanto, nonostante l’onda lunga della crisi mondiale, il sistema imprenditoriale italiano è riuscito ad evitare le mareggiate.
A confermarlo sono gli stessi dati forniti dall’ICE: dal 2004 al 2008 l’Italia ha registrato un aumento del 137 percento del surplus commerciale derivante dalle esportazioni. Quanto ai dati del 2009 il surplus si è ridotto ai livelli del 2007, in linea con gli altri Paesi europei. Infine, nel 2010 le nostre esportazioni hanno ripreso a crescere con inevitabili conseguenze sul Pil interno: + 17 percento di esportazioni nei primi 4 mesi dell’anno, con una crescita del Pil interno pari allo 0,5 percento, superiore alla media europea.
Equiparando i dati è evidente che la crescita dell’economia italiana è direttamente proporzionale alle esportazioni. E’ quindi chiaro che occorre puntare su questo settore per consentire al Paese di crescere. “A tal riguardo non posso non denunciare l’occasione persa con la manovra di realizzare una riforma degli assetti delle istituzioni preposte all’internazionalizzazione” denuncia il vice ministro allo sviluppo economico, l’onorevole Urso. Insomma ancora una volta nel nostro Bel Paese ha vinto la burocrazia conservatrice.