IL SOTTOSEGRETARIO PELUFFO CONFERMA LA NECESSITA’ DEI FONDI ALL’EDITORIA, LA RIFORMA VERTERA’ SULLE COPIE VENDUTE
ANNALISA CRUPI
La situazione editoriale del paese è drammatica, testate piccole e medie di tradizione storica costrette a chiudere per l’impossibilità di affrontare i costi di gestione delle loro aziende sopraffatte dall’attuale crisi economica. Realtà importanti di informazione amalgamate al tessuto sociale ed economico delle località da cui espandono la loro attività in termini spesso di ampio respiro, al momento tirano avanti con enormi difficoltà legate al settore, con la consapevolezza che la salita è ripida e molte di loro ci lasceranno la pelle. Alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Peluffo rispondendo il 27 marzo scorso, alle interrogazioni di Beppe Giulietti e ad altri parlamentari sui metodi da adottare per arginare la crisi che colpisce il settore, ha riconosciuto la necessità di assegnare i fondi per l’editoria, confermando la disponibilità di 12 milioni di euro per quest’anno, da erogarsi secondo nuovi criteri. Secondo Peluffo sarà emanata una “legge ponte” per i prossimi due anni che sarà seguita da una legge delega di riforma del settore. Dunque una normativa diversa dal 2014, mentre per il momento i contributi saranno assegnati tenendo conto del decreto Bonaiuti.
Sarà introdotta una novità fondamentale, che riguarderà l’erogazione dei fondi sulla base non piu’ delle copie tirate ma delle copie effettivamente vendute, prevedendo di investire 10 milioni di euro per un progetto di informatizzazione delle edicole che consentirà una tracciabilità delle vendite.
Il secondo punto del programma stabilisce una detrazione di costi per le imprese per voci “facilmente controllabili”, ovvero “giornalisti e poligrafici” con assunzione a tempo determinato, il terzo punto è mirato al controllo nelle aziende che dovranno essere superiori al 10% ed inoltre per ultimo, il passaggio dalla carta stampata all’on-line garantirà una parte del contributo, non solo per i giornali politici.
Per il 2012 pertanto si è cercato di tamponare la situazione di emergenza con i 120 milioni di euro, con l’ammissione del sottosegretario Peluffo che ”sono sempre pochi”, non saranno cioè sufficienti a coprire le esigenze dell’intero anno non escludendo di rimediare attigendo da altre risorse. Però il problema grosso da affrontare riguarderà il 2013 e 2014, per i quali la finanziaria prevede solo 56 e 64 milioni di euro, per cui Peluffo ritiene che si debba trovare una soluzione definendo linee di intervento chiare, trasparenti e sostenibili eliminando le “distorsioni dei vecchi meccanismi ”.