ITALIA DOVE ANDRAI SE MONTI LASCIA?
DI CARMELO GAROFALO
Si legge su Repubblica – la Fornero Ministro del Welfare: “il Governo non cederà sull’art. 18. Non accetteremo una riforma ridotta in polpette”. È come dire, a chiare lettere, che sì, il Parlamento è sovrano, ma questo Parlamento che non ha saputo sostenere un Governo rappresentativo dello stesso Parlamento, non può sottrarsi dalle decisioni adottate da un Governo, l’attuale, presieduto da Monti, tratto fuori dalla creatività del Presidente della Repubblica “per salvare l’Italia” che in una situazione economica alquanto complessa in un quadro internazionale di certo drammatico, minacciava di affondare per la rissosa politica dei partiti.
È quindi da non sottovalutare il comportamento responsabile di Monti che “sente il peso di decisioni non facili, dettate dal fatto che la situazione dell’Italia era piuttosto grave.
Se il Paese non si sente pronto per quello che secondo noi è un buon lavoro, non chiederemo di continuare per arrivare a una certa data (le elezioni politiche del 2013) rifiutando il concetto di crisi.
A noi è stato chiesto di fare un’azione nell’interesse generale.
Andreotti diceva: meglio tirare a campare che tirare le cuoia.
Per noi questo obiettivo è più ambizioso della durata”.
Ed allora, Italia, dove andare se Monti deciderà di lasciare?