INCONTRO CON LA CINA AL CENTRO CULTURALE DI MILANO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Per il ciclo di incontri “Conoscenza ed esperienza umana” il Centro Culturale di Milano,  mercoledì 5 maggio 2010, alle ore 21,00 nella Sala di via S.Antonio, 5 Milano,  organizza la conferenza: "Scrivere. I legami, la memoria, la Cina incontro con  Jung Chang".

 Introduce e coordina Luca Doninelli.

 

 

 

 

Nell’anno dedicato a Matteo Ricci e con la Cina sempre al centro dell’attenzione il “Centro Culturale di Milano” intende far conoscere e incontrare la passione per la scrittura, per la storia e la libertà, della scrittrice londinese Jung Chang che deve la sua celebrità a Cigni Selvatici il bellissimo best seller che ha venduto 10 milioni di copie in tutto il mondo e che le è valso il prestigioso NCR Award (per il miglio libro di saggistica), del British Writer's Guild Award e il premio Book of the Year.

Scrivere, il compito e l’impegno culturale di chi sente il mondo poggiare sui legami, la memoria, sulla propria appartenenza, anche in Occidente, come testimonia questa scrittrice, una delle voci originali, intere e di un metodo che ha al centro la persona e la sua storia.

In Cina non c’è ancora libertà di espressione, il governo censura internet grazie alla complicità di alcune aziende telematiche o, più drammaticamente, basti pensare che sono ancora attivi molti Laogai, i terribili campi di ‘rieducazione’ del regime. «Ho notato che in Cina  molti si avvicinano alla religione, - a dichiarato la Chang in una recente intervista - soprattutto alla fede cristiana e in particolare a quella cattolica, un aspetto che Mao voleva distruggere, perché non basata su considerazioni politiche o utilitaristiche».

           

Mao Tse-tung avrebbe bollato la Chang come «nemico senza fucile», per la recente biografia che la grande scrittrice, ex giovane Guardia rossa, gli ha dedicato: "Mao la storia sconosciuta" (2007, Longanesi), scritto a quattro mani, col marito, lo storico britannico Jon Halliday (“La Repubblica popolare aveva equiparato i diritti delle donne a quelli degli uomini. In realtà diventammo tutti schiavi dello Stato”). Un duro colpo al mito del "Grande Timoniere", la Cina ha emesso un documento per vietarne la stampa, ma l’editore ha fatto sapere che in realtà in Cina circolano più di due milioni di copie di contrabbando.  

           

 

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