INDULGENZE PER L’ANNO SACERDOTALE
La Penitenzieria Apostolica, in conformità al volere del Papa, ha provveduto ad arricchire l’Anno sacerdotale -indetto da Benedetto XVI per onorare san Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars, nel 150° della morte- del dono di sacre indulgenze applicabili a particolari esercizi di pietà. Primi beneficiari dell’indulgenza plenaria, applicabile anche ai confratelli defunti a modo di suffragio, sono i sacerdoti che, veramente pentiti, in qualsiasi giorno devotamente reciteranno almeno le Lodi mattutine o i Vespri davanti al SS. Sacramento, esposto alla pubblica adorazione o riposto nel tabernacolo, e sull’esempio di s. Giovanni Maria, si offriranno con animo generoso alla celebrazione dei sacramenti, soprattutto della Confessione; dovranno accostarsi alla confessione sacramentale e al convivio eucaristico e pregare secondo le intenzioni del sommo Pontefice.
Ai presbiteri, inoltre, viene concessa l’indulgenza parziale, applicabile anche ai preti defunti, ogni volta che reciteranno devotamente preghiere debitamente approvate per condurre una vita santa e per adempiere santamente agli uffici a loro affidati. Anche ai fedeli è concessa l’indulgenza plenaria se, pentiti, in chiesa o in oratorio, assisteranno devotamente al sacrificio della Messa, purché abbiano espiato i propri peccati con la penitenza sacramentale ed innalzato preghiere al Signore secondo le intenzioni del Santo Padre. Ai malati, agli anziani e a tutti quelli che per legittimi motivi non possono uscire di casa, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, viene elargita l’indulgenza plenaria se nei giorni indicati dal decreto di concessione, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita. L’indulgenza plenaria è concessa a tutti i fedeli ogni qual volta reciteranno devotamente 5 Padre nostro, Ave Maria e Gloria o altra preghiera approvata, in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita.