INTERVISTA ESCLUSIVA AL CAPITANO PIU’ FAMOSO D’ITALIA. LA CASA FAMIGLIA DI CAPITANO ULTIMO: UN PROGETTO MERAVIGLIOSO PER AIUTARE I PIÙ DEBOLI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI SILVIA GAMBADORO

 

 

casa_famiglia.jpgRaul Bova nello sceneggiato televisivo gli ha dato un volto che non può mostrare: e’ Capitano Ultimo, l’eroe umile, il carabiniere che ha inferto un duro colpo alla mafia arrestando il capo  di Cosa Nostra, Toto Riina.Un uomo che ha sempre lottato  per la legalità e ha messo tutto sé stesso in nome dello stesso ideale, con la realizzazione di  una Casa Famiglia alla periferia di Roma.

Lo incontro qui, mi mostra  i lavori  di Roberto, un senza tetto che ha accolto e che realizza   con il legno sedie e tavoli semplici, come quelli di una volta.

Tutto in questo posto  ha il sapore  dell’essenziale  e dell’autentico. Oggi  alla tenuta  ci sono 100 scout, che condivideranno i valori di Capitano Ultimo, e vivranno una giornata insieme a lui, ai suoi ragazzi e ai suoi volontari.

Perché il soprannome , Ultimo?   

Il nome è legato alla mia attività di carabiniere: nella squadra per identificarci nelle comunicazioni via radio e mantenere l’anonimato  era necessario  trovare un nome in codice.     Io ho scelto questo proprio perché sentivo dentro di me il rifiuto di una  esasperata  voglia di primeggiare, di emergere,  di arrivare primi che era imperante e che riscontravo sempre intorno a me. E allora   decisi di essere Ultimo, un nome che comportava derisione : ho dovuto combattere per quel nome, ed io l’ho fatto e sono felice di averlo fatto.

Come è nata l’idea di aprire una casa famiglia?

Il dolore per  chi soffre, per quei bambini che sono stati meno fortunati di altri, abbandonati o con un passato di violenza alle spalle è stata la molla che mi ha spinto. Grazie all’aiuto dei carabinieri, dei loro parenti, degli amici dell’Arma, della Nazionale cantanti, di Raul Bova ci siamo uniti e abbiamo deciso di fare qualcosa di tangibile ,che ci impegni direttamente nel sociale, facendo del bene stando accanto  e immedesimandoci con chi  ha più bisogno. Grazie al  sostegno concreto di tanti è nata La Casa Famiglia, un’Associazione di volontariato   che porta avanti tante attività  che mirano a far comprendere che la legalità,  oggi più che mai, deve essere rispetto delle regole e solidarietà.

Quali attività si svolgono in particolare?

 Il lavoro e il fare sono  alla base della filosofia della casa famiglia, perché  è nell’impegno che    si  incontrano i principi di    evoluzione e di crescita. Il lavoro    permette  senza dubbio il completamento della personalità umana  ed è anche una forma di “terapia”, ma deve essere anche produttiva. Abbiamo creato per questo  delle aree “laboratorio:  un piccolo ristorante,  con  una cucina solidale,  una pizzeria,   un forno a legna e un laboratorio di panificazione.  Una pelletteria, in cui riproduciamo gli oggetti delle falconeria di  Federico  II  di Svevia del 1250 e realizziamo inoltre  borse e altri oggetti  di artigianato.casafamiglia_sez.jpg

Abbiamo anche  un centro di falconeria di protezione ambientale e sociale, per fare educazione ambientale e per fare pet terapy su soggetti che presentano  particolari criticità. C’è anche un orto stagionale  italiano didattico, con le piante antiche, dimenticate, come  il giuggiolo e  il sorbo. L’orto, come il centro di falconeria,  è a disposizione dei ragazzi e delle  scuole che  vogliono   conoscere e contribuire a     diffondere    il rispetto per la biodiversità e di conseguenza per le persone.   Abbiamo costruito inoltre una chiesa dei poveri, per pregare tutti insieme in amicizia con chi vuole essere con noi.

Legalità quindi come semplicità, come rispetto dei valori.  Come riesce a trasmettere questi principi apparentemente semplici, ma così in contrasto con  le realtà di oggi?

E’ una vera e propria lotta contro la cultura della superficialità, dell’egoismo e dell’esibizionismo, contrapponendo a questa pseudocultura un modo di essere semplici, di aiuto per gli altri senza chiedere niente in cambio. Un altro valore da riscoprire è  rappresentato dalla strada, perché questa   è il vettore che ha fatto crescere l’uomo,  non è violenza o prostituzione ma appartiene alla gente e deve tornare ad essere una palestra di vita.

Chi sono gli ospiti della casa famiglia,   da quali realtà provengono?

 I ragazzi non li scegliamo noi, ma vengono mandati qui dai servizi sociali dei municipi, e devo dire che sono rappresentati  da assistenti sociali  e  bellissime persone che amano il loro lavoro incondizionatamente  e che approfitto  di questa opportunità per  ringraziare. I ragazzi hanno difficoltà di diverso tipo. Il percorso che facciamo con loro  e con  i loro genitori, con i quali siamo attaccati e verso i quali proviamo solo affetto, nella speranza che nel minor tempo possibile  possano riunire le loro famiglie,  è  renderli  consapevoli che  loro stessi sono dei volontari e che    tutti insieme possiamo essere da aiuto per loro e per chi sta anche peggio di loro. Questo messaggio è chiaro, noi  non rappresentiamo  la separazione dalle loro famiglie, non vogliamo esserlo, e combatteremo perché tutte le Case Famiglia non  siano questo . Questi ragazzi ci offrono delle grandi soddisfazioni   perché sono   loro in realtà  i protagonisti  del fare e  dello stare insieme nel rispetto l’uno dell’altro e ci aiutano a trasformare le fragilità in una grande forza.

Che cos’è che vorresti cambiare oggi, che ti fa veramente inquietare?

Vorrei tornare a  vedere la lotta alla mafia  non più come un business, come  un elemento di prestigio per chi la porta avanti,  ma come un modo di  servire il popolo , puro, semplice, umile,  far capire che con la lotta alla mafia non si diventa importanti ma si serve il Paese come  fanno tutti quelli che combattono  l’illegalità, perché torni a essere quello che era quando c’era Giovanni Falcone.

 

 

per info: www. volontaricapitanoultimo.it

Per destinare il 5 per mille dell’Irpef all’Associazione volontari del  Capitano Ultimo il codice fiscale è : 97559180589.

 

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