IV CONVEGNO INTERREGIONALE DEI CLUB UNESCO SU "EDUCARE ALLA LEGALITA'"
Venerdì 25 Febbraio si è svolto a Messina il IV Convegno Interregionale dei Club UNESCO e delle Università della Terza Età della Sicilia e della Calabria sull’”Educare alla legalità”, la cui organizzazione è stata curata dal Centro UNESCO Giovanile Siciliano, manifestazione che non gode di alcun sostegno pubblico o privato.
Si tratta di un tema di particolare rilevanza socio-culturale che è stato trattato magistralmente dal relatore Dott. Caterina Chinnici, Magistrato di alto spessore morale e professionale, in atto assessore alla Funzione Pubblica della Regione Siciliana alla presenza di autorità civili, militari e del mondo della scuola e tanti, tanti giovani in un’Aula Magna affollatissima, quella fastosa dell’Università Statale degli Studi di Messina.
La cerimonia inaugurale ha avuto anche la gradita presenza del Presidente della Federazione Italiana dei Centri e Club UNESCO professoressa Marialuisa Stringa e del Consigliere prof.ssa Annateresa Rondinella della Segreteria Generale, ed ancora, del Coordinatore Regionale delle Università della Terza Età prof. Franco Castello. Un servizio ampio e fotograficamente documentato di un evento che è stato al centro dell’attenzione delle più alte personalità istituzionali, con la significativa adesione del Capo dello Stato Giorgio Napoletano, e dei Presidenti del Senato Renato Schifani, e della Camera Gianfranco Fini, disertato soltanto da pochi politici e da qualche altro organo distratti o allergici ai problemi della legalità, sarà diffuso nei prossimi giorni sul nostro giornale cartaceo per rendere doveroso omaggio soprattutto a quanti sono stati gratificati nel corso della manifestazione per il contributo dato al rispetto delle istituzioni ed alla lotta contro il crimine.
Anche la tradizionale “Lectio Magistralis” tenuta dal Rettore dell’Università della Terza Età di Messina prof. Vittorio Nicita Mauro, che ha concluso la cerimonia inaugurale, sarà diffuso con gli stessi servizi, limitandoci, per oggi a far conoscere il testo integrale del documento finale approvato all’unanimità sul ruolo dei Club UNESCO nell’educazione dei giovani alla legalità.
IV CONVEGNO INTERREGIONALE CLUB UNESCO SICILIA E CALABRIA
“IL RUOLO DEI CLUB UNESCO NELL’EDUCAZIONE DEI GIOVANI ALLA LEGALITA’”
Preambolo
Al termine dei lavori del IV Convegno interregionale delle Università della Terza Età e dei Club UNESCO della Sicilia e della Calabria, svoltosi a Messina nei giorni del 25 e 26 febbraio 2011, con la significativa adesione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e dei Presidenti del Senato, Renato Schifani e della Camera, Gianfranco Fini, alla presenza del Presidente della Federazione Italiana dei Centri e Club UNESCO, Prof.ssa Marialuisa Stringa, del Consigliere Prof.ssa Annateresa Rondinella, responsabile della Segreteria Generale, viene approvato, a seguito della due giorni di dibattiti, un documento che intende tracciare delle linee guida che discrezionalmente i Club UNESCO intervenuti e non, possono seguire nel proporre, durante l’anno sociale, iniziative sul tema dell’educazione alla legalità.
- educazione dei giovani alla legalità: Il ruolo dei Club UNESCO
<<Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, nell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.>> art. 29comma2)Dichiarazione dei Diritti dell’uomo ONU 1948
Educazione alla Legalità, tema quanto mai attuale che coinvolge da vicino l’attività dei Club UNESCO che devono intendersi non solo depositari dei valori del dicembre del 1948, ma attori positivi della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo << ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni >> per una sua capillare diffusione ed accettazione nelle coscienze.
Legalità e non “legolatria” non supremazia della Legge, ma nella sua più ampia accezione di eticità e moralità comportamentale, principio ordinatore di ogni comunità, condicio sine qua non della sua conservazione e del suo sviluppo, perché quei valori non siano solo posti ma, realmente vigenti.
Ecco, quindi, il ruolo dei Club UNESCO, contribuire a formare una coscienza collettiva dove si cristallizzi questo sistema di valori, ponendosi, nella sua specificità che gli permette di discriminarsi da qualunque altra associazione, come interlocutore attento della realtà sociale nella quale questo opera, e ancor di più attento alle necessità dei più giovani in questo determinato momento storico contrassegnato da un’inquietante sfiducia e “straniamento di valori” che sembra aver marchiato questa generazione.
Si badi, in nessun caso il Club UNESCO potrà surrogarsi alle Istituzioni né tanto meno ai “servizi sociali”, ma riteniamo opportunamente che esso possa e debba farsi riconoscere quale presidio di sostegno ad attività che non siano meramente ricreative ma soprattutto educative e formative. Vano sarebbe lo scopo del nostro lavoro.
Per raggiungere questo obiettivo bisogna concentrarsi su quello che è stato chiamato binomio formazione-informazione.
Il Club UNESCO non può rischiare di arrivare impreparato al confronto con la realtà sociale, deve, invece, essere pronto a fornire corrette informazioni, soprattutto quando ad esserne destinatari siano proprio i ragazzi.
Per questo la necessità che i partecipanti alle nostre organizzazioni siano costantemente aggiornati, preparati sui temi che siamo chiamati a divulgare, in modo da trasformare le nostre conoscenze in competenze, per un approccio all’universo dei più giovani che sia il più proficuo possibile.
In questo dialogo con la comunità ogni membro del Club diviene indispensabile, i canali da utilizzare per indirizzare le attività proposte infatti, possono essere i più disparati, e pertanto, ogni socio può mettere a disposizione degli altri e del Club stesso la propria professionalità, le proprie conoscenze, le proprie passioni.
- EDUCAZIONE DEI GIOVANI ALLA LEGALITA’: Club UNESCO e SCUOLA.
<< …ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà…>>. Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ONU 1948
Binari primari da percorrere nel garantire la diffusione dei principi di legalità e rispetto delle Istituzioni sono l’educazione e l’insegnamento.
Si è a lungo discusso della possibilità di lanciare le iniziative dei nostri Club all’interno degli Istituti scolastici e dei buoni risultati già ottenuti in tal senso con numerose e lodevoli iniziative, come ad esempio il concorso sui Diritti umani e la Settimana dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile.
La scuola quale palestra di vita, si dimostra sempre il terreno più fertile delle nostre iniziative, laddove trova l’interesse dei ragazzi che hanno la possibilità, grazie al socio Club UNESCO e ai propri insegnanti, di acquisire conoscenze specifiche che vadano oltre la singola manifestazione o il singolo progetto, e che portino alla responsabile presa d’atto delle motivazioni storiche che hanno determinato la celebrazione solenne di taluni diritti e libertà a livello internazionale, e nello specifico delle finalità UNESCO, ma, anche, un più attento studio delle problematiche locali che interessano la specificità e la storia del proprio territorio. Particolarmente sentito è il tema della legalità proprio nella nostra comunità, che è storicamente protagonista di tragiche vicende legate alla criminalità organizzata.
Sembra corretta la presenza del Club UNESCO all’interno della Scuola ed anche della Scuola elementare.
Bisogna rigettare l’idea che aspetto fondamentale della “minore età” sia quello della sua marginalità in senso sociologico, per il fatto che il bambino non prenda parte alla vita della società, ai processi produttivi, ai processi decisionali, in lui risiede, infatti, il potenziale da investire per assicurare l’acquisizione dei principi di cui si discute.
Tra l’altro è proprio il bambino, con la sua innata capacità di apprendere, che meglio di chiunque altro può garantire un futuro tessuto sociale che con una matura coscienza civile accolga tali valori e rigetti il compromesso morale.
I modi per impegnare il ragazzo-studente potranno essere i più vari tenendo conto delle diverse fasce d’età che sono interessate e chiaramente andranno concordati con gli insegnanti e potranno inserirsi in programmi educativi di più ampio respiro eventualmente già in atto.
- EDUCAZIONE DEI GIOVANI ALLA LEGALITA’: Club UNESCO, associazioni ed interventi di particolare urgenza.
La scuola realtà sempre più eterogenea, etnica, che rispecchia la diversità della composizione sociale, non esaurisce tuttavia il campo dell’educazione alla legalità o il raggio di intervento dei Club UNESCO.
Questi, potranno realizzare i propri progetti di concerto con le molte associazioni ricreative e non, che impegnano il tempo libero del giovane fornendo, spesse volte, momenti di riflessione e di crescita, come i sempre più diffusi caffè letterari e le associazioni che operano in svariati settori socio-culturali, ad esempio: nel campo dell’arte, del teatro, del cinema, tutti veicoli non solo di cultura ma, validi strumenti educativi che possono utilizzarsi per “tradurre”, in un linguaggio più vicino e comprensibile alle nuove generazioni, la necessità di condividere e rispettare il principio di legalità, conoscere e rispettare le regole poste a tutela dell’ordine pubblico e farle proprie.
Vi sono, poi, problematiche legate al mondo del ragazzo che necessitano di essere particolarmente attenzionate.
Vi sono, infatti, realtà lontane dai salotti letterari e che, più di questi, necessitano di iniziative che si occupino nello specifico della legalità.
Il fenomeno della delinquenza minorile, una vera piaga sociale nata agli albori della seconda rivoluzione industriale e che il progresso dei nostri Governi non è riuscita a risolvere, trova la propria fonte generatrice nella miseria, nell’ignoranza o, come paradossalmente oggi accade, anche in condizioni di agio economico e culturale dove però non ci si occupa anche di assicurare ai ragazzi una crescita sana da boni cives.
Le carceri minorili sono, oggi più che mai, tragicamente affollate, riteniamo opportunamente che il Club UNESCO possa bene calarsi, con la cautela che si richiede, all’interno di queste realtà, collaborando con le già presenti associazioni che offrono il proprio operato al recupero di questi ragazzi.
Il Club non dovrà in questo caso sostituirsi a queste ultime, ma affiancarsi ad esse e fornire il proprio contributo, conscio di essere con la propria specificità, idoneo a suscitare nel ragazzo, che più di altri ne abbisogna, momenti di riflessione sulla bontà del sistema di valori nei quali le nostre strutture si riconoscono e in quanto insite nella natura umana, anche per loro, irrinunciabili.
Il ragazzo va sensibilizzato ai valori di legalità, eticità, onestà, va aiutato a capire il suo essere protagonista della vita e parte attiva e positiva della società, ed ancora, al pari di qualunque altro individuo, protagonista della Dichiarazione del 1948.
L’intervento del Club UNESCO, utilizzando gli strumenti che ogni Club discrezionalmente riterrà i più efficaci ed opportuni, servano proprio a questo, a far in modo che i progetti realizzati per il ragazzo all’interno degli istituti penitenziari gli siano da supporto per le scelte che dovrà compiere fuori da tali strutture, contribuendo così al recupero del giovane.
Diverse sono le problematiche sociali che coinvolgono i giovani al rispetto della legalità.
Non può sfuggire l’emergenza che deriva dalla realtà rom, ancora poco, o pochissimo, conosciuta.
Si tratta di un problema estremamente delicato, che richiede una profonda conoscenza della cultura di tale etnia che spesso vive ai margini della legalità in situazioni di estremo disagio dove a soffrire sono in primo luogo proprio i bambini ed i ragazzi.
Quale potrebbe essere, dunque, il contributo del Club UNESCO in tal senso?
Come si diceva si tratta di una tematica alla quale accostarsi con grande cautela.
Si potrebbe pensare anzitutto, a specializzare componenti delle nostre organizzazioni sulla tematica di cui si discute, acquisire conoscenze specifiche sulla cultura dei rom che popolano le nostre città al fine di poter più facilmente comunicare con loro.
Il Club potrebbe in tal modo fare da ponte tra questi gruppi e le Istituzioni, che potranno trovare nel Club UNESCO un valido partner per assicurare il raggiungimento di un punto di incontro tra stili di vita così differenti, favorendo l’inserimento dei rom nel tessuto sociale e sensibilizzando gli stessi ad assicurare ai propri bambini, una vita dignitosa e una corretta istruzione, vero motore di ogni civiltà.