“PATRIOTI” ALLA BENIGNI E “VOLONTARI” ALLA GHIOTTA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

DI CARMELO GAROFALO

 

A leggere giornali e riviste in carta patinata multicolore, tutti generosamente innaffiati di sostegni pubblici ed istituzionali abilmente mimetizzati, vi è proprio da passare per deficienti mentali alla mercè di una banda di scaltri avventurieri detentori di un potere che esercitano con una spregiudicatezza che suscita orrore.

Quanti giovani hanno vibrato di entusiastico orgoglio nel leggere l’esaltazione della performance di Roberto Benigni al Festival di Sanremo sull’Unità d’Italia e sull’inno di Mameli? Anche noi, cresciuti ed educati ad amare Dio, la Patria, la società, la famiglia, cantavamo ed inneggiavamo all’Italia unita ed al tricolore.

E mai che ci fosse stato dato un centesimo di lira per indurci a farlo.

Lo sentivamo nel cuore e nella mente.

Per Benigni e per i cantori di oggi è diverso.

Per avere cantato e celebrato l’Unità d’Italia e l’Inno di Mameli, la RAI gli avrebbe corrisposto 223.000 euro, cioè circa 450 milioni  delle vecchie lire…

Cioè l’equivalente delle somme che un dipendente pubblico (media di 1500 euro al mese) riceve in tutto in dieci anni di lavoro! Come avviene per una certa fascia di “volontari” messinesi che non sono riusciti, come noi fummo educati, con l’amore verso il prossimo, ad appagare l’ansia di essere utili e disponibili verso i bisognosi, i disagiati, gli ammalati, i sofferenti.

Sono i “volontari” mercenari che, foraggiati da fondi pubblici e dalle rendite dai generosi lasciti di munifici benefattori, si “prestano” (o si “vendono”?) per riscuotere ogni mese il loro “stipendio” pretendendo a gran voce diritti da anteporre ai doveri, garantendosi il pur santo riposo settimanale, e non rinunciando, caschi il mondo, a qualsiasi altra prerogativa, lasciando senza assistenza quanti, soprattutto gli anziani e i disagiati che hanno più bisogno proprio nelle ore centrali della giornata, la sera, la notte, le domeniche ed i giorni festivi, particolarmente a Natale, Pasqua, a Ferragosto, a Capodanno, quando più si avverte e si soffre la solitudine e ci si dispera fino a disegnare ipotesi suicide.

Insomma un “volontariato alla ghiotta”.

Però Benigni ha devoluto la somma in beneficenza….

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