L'ABUSIVISMO IN ITALIA. GIAMPILIERI "DOCET"...
DI ALESSANDRA GILARDI
Sono 28.000 le nuove unita' frutto dell'abusivismo nel nostro Paese. Prima nella classifica del ciclo illegale del cemento è la Campania, con 1.267 infrazioni accertate, 1.685 persone denunciate e 625 sequestri. A fornire i numeri della mappa delle case abusive è un recente rapporto di Legambiente. Per avere un'idea dell'estensione della criminalita', nell'ambito delle costruzioni, basti pensare – precisa proprio Legambiente - che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio. Ed invero, secondo il rapporto, il cemento e' il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attivita' criminose che nel caso della Campania si traducono in interi quartieri abusivi. Tra l’altro senza risparmiare localita' di pregio, a cominciare dalla costiera amalfitana e da quella cilentana, dall'area dei templi di Paestum, fino a Ischia. Nella cartina dell'abusivismo italiano, il secondo posto è occupato dalla Calabria con 900 infrazioni, 923 persone denunciate e 319 sequestri. Al terzo posto il Lazio, seguito da Puglia, Toscana, Sardegna e Sicilia. Nella top ten si collocano poi Liguria, Abruzzo e Lombardia. Le regioni meno colpite dal ciclo illegale del cemento sono Molise, Friuli Venezia-Giulia e Valle d'Aosta. In mezzo si piazzano Umbria, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Basilicata e Trentino Alto-Adige. In totale le infrazioni accertate sono state 7.499, con quasi 10.000 persone denunciate e circa 2.700 sequestri. E l'abusivismo, secondo quanto ripetuto piu' volte dalla Protezione civile, non fa che aumentare la fragilita' del suolo italiano: il territorio del Belpaese e' a rischio sbriciolamento nel 70% dei comuni, di questi uno su quattro non sembra aver voglia di prendere delle iniziative, soprattutto nel campo della prevenzione. E in Calabria, come in Umbria, l'intera popolazione vive su una zona rossa quanto a sicurezza idrogeologica, visto che il 100% dei comuni e' a rischio. Il pericolo di dissesto idrogeologico, di frane e alluvioni interessa praticamente tutto il territorio nazionale: sono 5.581 i comuni a rischio idrogeologico, il 70% del totale dei comuni italiani, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana sia di alluvione.
E la Sicilia ne sa qualche cosa, basta dire due nomi: Giampilieri e Caronia per riportare alla mente le frane che recentemente si sono portate via interi paesi.