L’ALTERNATIVA A BERLUSCONI IN UN “CARTELLONE” DI BALLARÒ
DI CARMELO GAROFALO
Dai “cartelloni” esposti ai teleascoltatori nell’ultima serata di Ballarò su RAI Tre ve n’è uno significativo.
Il risultato al sondaggio sul quesito “se vi sia, allo stato, una valida alternativa al Governo Berlusconi” la stragrande maggioranza degli italiani avrebbe risposto “no”.
Ma solo stolti presuntuosi, dai cervelli come zucche, avrebbero potuto pensare diversamente.
Altro è “baloccarsi” tra amministrative e referendum, altro è “divertirsi” alle spettacolari esibizioni parolaie, intrise di gossip, pettegolezzi da cortile e cafonerie tra un “circo” televisivo ed uno dei tanti giornali generosamente finanziati dal Governo che avversano, altro è pensare a farsi governare da chi non ha assolutamente contrapposto alcuna valida proposta concretamente mirata al bene comune.
D’altra parte son sempre gli stessi a proporsi alla successione: responsabili diretti o eredi di uno staff politico che ha creato l’esercito dei precari ed il profondo rosso del deficit pubblico, due macigni che impediscono il crescere del flusso dell’economia nazionale.
E per la capacità in itinere basta guardarli in televisione, a criticare il Governo Berlusconi con quella faccia che è la maschera del’invidia, della rabbiosa gelosia, dell’odio sociale.
Tanto da sembrare un battaglione di guastatori e di sfasciacarrozze con un programma concordato, il solo obiettivo di far fuori Berlusconi, costi quel che costi.
Sicchè i soli che potrebbero godere dei favori popolari restano i Celentano, i Benigni ed i Grillo ed alle volte, anche se con la maschera del divertente Crozza, che, però, nell’ultima di Ballarò non è stato felice nel rappresentare il Presidente della Repubblica che, vogliano o non vogliano lui e i suoi compagni di cordata, resta il più solido riferimento degli italiani onesti ed operosi, un baluardo contro ogni deviazione e ogni idiozia politica, la luce guida di un’Italia avvolta dalle tenebre dell’egoismo.