LA BABELE SICILIANA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

Quanto sta accadendo alla Regione siciliana è una fase drammatica per la democrazia e per la credibilità dei partiti e dei politici già cassonettati dallo tsunami delle elezioni amministrative di Palermo.

Ne è autorevole portavoce Leoluca Orlando eletto Sindaco di Palermo con una percentuale bulgara, al di fuori e al di sopra  di ogni vecchio schieramento politico che ha, quindi, ragione ad evidenziare la crescente disaffezione della gente dai partiti.

È da anni che andiamo ripetendo che la gente non bela più come vorrebbero ancora partiti vecchi e politicastri, che purtroppo, servono a cosidetti leaders di  accantonare politici doc stravotati alle primarie, è il caso della Borsellino.

Le primarie, come il voto espresso ai referendum, dall’abolizione del ministero dell’agricoltura al finanziamento pubblico dei partiti, snobbati e stravolti da politicastri che puntano, più che al bene comune, ai discutibili interessi di parte o personali.

È proprio una babele, ci perdoni il Santo Padre se la definizione data ad una determinata situazione, serve a noi per quanto accade in Sicilia.

2008: il popolo sovrano elegge con una travolgente maggioranza di centro destra Raffaele Lombardo Governatore di Sicilia.

Lombardo disintegra la Maggioranza venuta fuori dalle urne, vara un Governo cosidetto tecnico, si autoblinda inserendovi due Magistrati ed un Prefetto la cui personalità è di tutto rispetto, stravolge anno dopo anno, governo dopo governo, uno ogni anno, la maggioranza necessaria a sostenerlo, rimettendo in gioco quel partito democratico e quel centro sinistra clamorosamente bocciato dall’elettorato.

 E, quindi, Lombardo resta ancorato al vertice del Governo che sempre più, nel corso della legislatura, appare inadeguato e brilla solo per i provvedimenti che sono di natura “tecnica” prodotto dei tre assessori naturalmente esterni alla politica, e quindi, i più qualificati ed i più rappresentativi.

Con il sostegno del Partito Democratico che, a fisarmonica, toglie, conferma, ritoglie quel sostegno parafulmine.

Fino a che, tira oggi, tira domani, la fune dei democratici si spezza e viene, quindi, a mancare quella maggioranza che è necessaria per legittimare il governo della Regione.

Ma per Raffaele Lombardo tutto questo non conta.

Pur senza una maggioranza, confortato dalla viltà e dagli interessi egoistici di quei deputati che puntano a conservare il più possibile prebende e privilegi, Lombardo, per nulla, tra l’altro, scosso dalle dimissioni a pioggia, per cui, democraticamente, ogni Governo democratico dovrebbe andarsene a casa, sostituisce gli assessori dimissionari con altri designati da piccole formazioni avide di potere, tutte attratte dalla possibilità di trarre, nella volata finale della legislatura, quei vantaggi preelettorali che è facile ottenere governando.

E Lombardo annuncia le sue dimissioni che dovrebbero avvenire il 28 luglio per indire elezioni il 28-29 ottobre.

Rimando, quindi, in sella per tutto il periodo preelettorale.

Se non è Babele cos’è?

Certamente Babele soprattutto per l’assenza delle istituzioni nazionali che stanno a guardare…

 

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