LA RICETTA DE L’ECO DEL SUD IN SICILIA PER “GUSTARE” IL LOMBARDO QUATER

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

DI CARMELO GAROFALO

 

 

 

LOMBARDOIn una nostra nota, andata in internet il 17 marzo di quest’anno, sei mesi or sono, proponevamo una nostra ricetta “per salvare l’Italia con una nuova costituente” un nuovo Governo senza politici ma con personalità chiamate a governare nell’esclusivo interesse del popolo “sovrano” o “repubblicano” che si voglia.

Chiamandovi a far parte docenti universitari, Magistrati, rappresentanti delle categorie produttive,burocrati di riconosciuta professionalità, Prefetti e Questori a riposo.

Una “ricetta” per uscire dalla devastante crisi politica, sociale, morale, economica, culturale, che travolge l’Italia.

E dell’Italia fa parte la Sicilia, una delle Regioni più popolose, più ricche di inventiva, di creatività, di operosità.

Dove, grazie al magico meccanismo di una autonomia speciale, vi è al vertice un “Governatore” che, utilizzando gli ampi poteri dei quali dispone, governa “con chi ci sta”, e con “chi ci vuol essere”, al di là e al di fuori di ogni ormai logoro schieramento politico, in ossequio alla sovranità del popolo “sovrano”, anche se trattasi di “popolo repubblicano”.

Ed è da due anni Governatore Raffaele Lombardo, un presidente che s’era impegnato a governare sull’onda della politica tracciata dal presidente che lo aveva preceduto, l’Amico (allora) per la vita e per la morte, di Totò Cuffaro che aveva dovuto passargli la mano per via dei tanti agguati democratici…

Strada facendo, però, Lombardo Governatore, ha fatto fuori gli amici e gli avversari, sciabolando a destra ed a sinistra, e governo dopo governo, uno ogni sei mesi, s’è deciso alfine ad utilizzare la nostra ricetta che, indubbiamente, lo ha piacevolmente colpito, tanto che, proprio subito dopo averne avuto scienza e coscienza, muove i primi passi preannunciando il Lombardo quater che ha avuto una lunga e travagliata gravidanza, con Assessori magistrati, disposti ad impegnarsi per la Sicilia, Prefetti in pensione e burocrati ed imprenditori di riconosciuta professionalità, proprio come avevamo noi ipotizzato.

Potrebbe essere, quindi, il momento buono per la Sicilia e la sua gente, per una Sicilia oramai agonizzante e che può essere salvata da governanti immuni dal virus politico del terzo millennio.

A patto che il Governatore deponga lo scettro del comando assoluto e si affidi alla correttezza ed alla capacità amministrativa delle rispettabilissime personalità che hanno accettato con spirito di servizio e non perché indemoniati, come purtroppo hanno mostrato di esserlo i politici di questi ultimi anni, dal veleno del potere.

E, soprattutto, operare senza farsi incantare dalle sirene di corte, per non restare in secco, non “arenarsi” nel bassifondo del clientelismo, delle assunzioni facili, perché a lungo andare si andrebbe ad assumere nell’America del Sud e in terra d’Africa.

Anche perché, sia chiaro, un Lombardo 5 non ci sarà, una volta “arenatosi” il quarto.

E sarà allora il popolo di Sicilia a ricordarsi di un 14 luglio della presa della Bastiglia.

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