LA RICETTA PER SCONGIURARE LE TEMUTE TENSIONI SOCIALI

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

 

La benzina si avvia centesimo dopo centesimo ai due euro al litro.

E dal primo gennaio i prezzi aumentano, incrementando il divario fra i “palazzinari” della cultura, dello sport e dello spettacolo ed il popolo “sovrano” considerato “suddito” da spremere  e da far giungere in mutande alla meta: salvare dal dissesto banche e speculatori della finanza conservando i privilegi autoconcessissi, alla “casta” dominante.

Che poi aleggi lo spettro di tensioni sociali che potrebbero originare una “primavera italica” sull’onda della “primavera araba”, sostenuta dai bombardamenti della NATO e degli USA, poco importa alla “casta” imperante.

I sindacati, asserviti ai partiti, continuano a mugugnare, per non perdere ulteriormente di credibilità, ma non proclamano le massicce manifestazioni antiberlusconiane, limitandosi a scioperi morbidi, di poche ore, ed ai quali non sono in tanti ad aderire, proprio perché, come diceva Mussolini, “il popolo italiano ama le parole, ma giudica dai fatti”…

Ed allora?

Uma delle nostre ricette sarebbe quella di proclamare lo sciopero permanente del popolo che vuol tornare ad essere libero e sovrano.

Ogni giorno uno sciopero, il lunedì nessuno dovrebbe rifornirsi di benzina, martedì nessuno dovrebbe comprare generi alimentari di qualsiasi tipo, il mercoledì lo sciopero dei consumatori dovrebbe riguardare i trasporti, dagli aerei, ai treni, alle navi, ai pullman urbani ed extraurbani, il venerdì dovrebbe essere giorno destinato a disertare alberghi, ristoranti e bar, il sabato e la domenica alternandoli per settimana, teatri, cinematografi, campi sortivi, in modo che, con un’adeguata programmazione, siano colpite tutte le fonti speculative che, giorno dopo giorno, stanno soffocando gli italiani.

Una nuova forma di protesta che dovrebbe dare una lezione alle banche, tagliando i risparmi e gli accrediti di stipendi e di pensioni passando al Banco posta, che almeno in questo momento, è il meno vessatorio.

In modo che il Governo Monti, già affrancato dalla cupidigia dei partiti e dei sindacati, spezzando le catene europee che mirano a tutelare il mondo bancario e finanziario, possa orientarsi a riequilibrare i rapporti tra la casta ed il popolo, aumentando di almeno il 10% salari, stipendi e pensioni per recuperare almeno parte del poter d’acquisto, perduto a causa dell’euro, per il 40%, bloccando , nello stesso tempo i prezzi dei generi alimentari e di abbigliamento di prima necessità, con il calmiere e l’equo canone, bloccando tutto quanto è lusso, quanto è oggetto di avidità e di vanità. Naturalmente ridimensionando concretamente i fastosi costi della politica.

Un provvedimento che, vincolato ameno per cinque anni, servirà ad aumentare i consumi e, quindi, la produttività, l’occupazione, le esportazioni, a tutto vantaggio dell’economia nazionale.

Un lustro di tregua che dovrebbe essere anche il purgatorio della politica partitica.

Se i politici ed i partiti, che sono i responsabili della devastante crisi globale, avranno imparato la lezione, allora si spalancheranno le porte di un Paradiso veramente e puramente democratico, altrimenti finiranno all’inferno

 

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