I POLITICI RICONOSCANO AI “TECNICI” GLI STESSI DIRITTI E LE STESSE PREBENDE
DI CARMELO GAROFALO
È come si volessero essere i soli a rifulgere della loro abbondanza di privilegi.
Vogliono essere i primi della classe e dell’abbuffata.
Sicchè non tollerano che gli assessori “tecnici” abbiano lo stesso trattamento economico degli “onorevoli” deputati.
Vi è, in proposito, una normativa carente ed ha fatto bene, quindi, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana a stoppare, dichiarandolo inammissibile, il provvedimento che prevedeva il dimezzamento di stipendi e di indennità agli assessori tecnici che sono, poi il “sale” della Giunta di Governo.
Senza gli assessori tecnici, magistrati, prefetti, economisti di spesso valore morale, oltre che professionale, l’Assemblea avrebbe anticipato da tempo la fine della Legislatura.
Questo lo sanno bene tutti, a cominciare da Lombardo che mandò a carte quarantotto lo schieramento politico eletto a furor di popolo dall’elettorato cosidetto sovrano, per blindarsi con lo scudo di protezione dei “tecnici” e flirtando con l’opposizione democratica divenuta maggioranza.
I politici, quando vengono sostituiti dai “tecnici”, confessano la loro inadeguatezza a risolvere i problemi, come è accaduto in campo nazionale con il Governo Monti. E se accettano in silenzio che per salvare capra e cavoli si ricorra ai tecnici di turno, riconoscono di essere stati bocciati e che la politica ha fallito.
Anche quando, come in Sicilia, capre e cavoli da salvare non sono l’Italia e gli interessi degli italiani, ma il soddisfare ben altre esigenze, politiche e personali.
Sicchè sia ben chiaro a tutti i politici che quando, a torto o a ragione, si ricorre a personalità esterne, a costoro vanno attribuiti e riconosciuti tutti i diritti e tutte le prebende previste per gli “onorevoli” deputati.