“LA RIVOLTA SICILIANISTA” ED IL TRAMONTO DI LOMBARDO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO  (NOTA DEL 20 GENNAIO 2012)

 

 

Ricordo i versi: “ eran morti ed andavano pugnando” a scorrere le cronache degli eventi che, lentamente, ma inesorabilmente, stanno incendiando gli italiani ed i siciliani in avanguardia, come sempre, come al tempo dei Vespri.

In campo nazionale i politici sono stati sonoramente bocciati dall’Europa e salvati dalla bancarotta in virtù della geniale creatività del Capo dello Stato.

Il presidente Napolitano, preso atto che il piano anticrisi elaborato da Berlusconi, in sintonia con i leaders europei che contano, non avrebbe avuto fortuna in Parlamento per la rissosa e chiassosa opposizione di quanti anteponevano agli interessi comuni le ambizioni ed i perversi sogni di rivincita extra moenia elettorali, è riuscito a formare un Governo che ha tutte le caratteristiche di un Commissario governativo per salvare capra (paese in pericolo d’essere travolto dalla crisi globale) e cavoli (politici inadeguati ed irresponsabili).

Il governo Monti, se riuscisse a respingere tutte le tentazioni e tutte le aggressioni, sarà seguito positivamente dalla parte sana del Paese che è sempre desiderosa di vivere in uno Stato di diritto, in uno Stato pacifico dove si viva in civica convivenza, in ordine con la sicurezza dell’oggi e la sicurezza del domani, senza equilibrismi e senza balbettamenti, ripulita da corruttori e da tangentisti, da privilegiati e da comparaggi, da micro e macro criminalità d’ogni genere.

Tiri dritto il Presidente Monti e tirino dritto i suoi Ministri, per rispetto alla loro dignità personale, per il bene comune dei cittadini che li vogliono forti, decisi, coerenti.

Ed un Governo alla Monti è invocato in Sicilia.

Ne prendano atto il Presidente della Repubblica Napolitano, il presidente del Consiglio dei Ministri Monti, i Ministri dell’Interno e della Giustizia, il Governo nazionale tutto, il presidente dell’ARS Cascio e il Commissario dello Stato Aronica.

Perché in Sicilia siamo allo sfascio ed è, poi, inammissibile che si tenga in vita un’Assemblea che ha un terzo della sua struttura coinvolto in pesanti vicende giudiziarie.

In questi giorni, poi, la Sicilia  sta vivendo momenti drammatici.

Basta scorrere i titoli dei giornali.

Non tanto la protesta di Bufardeci che si rifiuta di partecipare alle conferenze dei Capi gruppo fino a quando Grande Sud non avrà la sua legittima collocazione nelle Commissioni legislative che vanno rinnovate e spronate a lavorare rispolverando disegni di legge (come quello delle Università della Terza Età) da decenni presentati e tenuti nei cassetti come specchietto dell’allodola da far brillare ad ogni campagna elettorale.

Ed ecco i flash di una rassegna stampa che è la fotografia di una situazione che ci auguriamo non esploda in eventi tragici.

L’allerta di grande Sud è stato disatteso dal Governatore Lombardo che s’è reso conto della drammaticità della situazione intervenendo, ma senza concretezza, tre giorni dopo.

Vedremo cosa accadrà adesso.

Intanto, preso atto che, come ha denunciato l’on. Formica, in un’intervista a Tirreno Sat e con un atto parlamentare, che gli aiuti agli alluvionati del messinese sono di competenza della Regione (che non li ha erogati con il sospetto avanzato da Formica perché i beneficiari sarebbero quei messinesi sempre più disattesi e snobbati dal Governo regionale) vediamo un po’ cosa sta succedendo .

La CISL denuncia che i tagli della Regione sul trasporto pubblico danneggiando gravemente lavoratori e cittadini ed ancora “corsi, gite scolastiche e cancelleria: e scuole in Sicilia chiedono soldi ai genitori”; “finita la benzina, è emergenza”; sei ore al volante per fare il pieno, tra liti e dritte false”; “Sicilia in ginocchio per la serrata. Sale la tensione”; “scendono in campo anche i trattori”; “Gli operai della raffineria di Gela bloccati davanti allo stabilimento”; “si svuotano gli scaffali dei market”; “Caccia agli alimentari”; “imprese e Confcommercio: infiltrazioni mafiose tra quelli che protestano”; “bollette in ritardo (per i disservizi postali) chi paga la mora?”;

“Tir, bloccate statali ed autostrade – Enna isolata”; “pompe a secco, poche merci, taxi fermi, l’intera città di Messina paralizzata dalla protesta”; “alle pescherie di Catania poco pesce e tanta rabbia”; “alcuni banconi semivuoti, altri chiusi: il mercato è già fallito”; “la Forza d’urto: aumentano i picchetti e auto bloccate. Città (Paternò) sotto assedio, centinaia di manifestanti in strada: non si passa”; “studenti in corteo di solidarietà ai forconi”; “la Provincia regionale di Messina contesterà davanti al TAR l’ennesima nomina di Commissario all’IACP”; “Sicilia in ginocchio per blocchi. Scarseggiano carburante e viveri”; “caos e caccia alle scorte. Isola stretta nella morsa”; “L’ATO blocca il ritiro dei rifiuti”; “Pachino in stata d’assedio, si associa alla protesta”; “la protesta siciliana procura danni a tutta l’economia italiana”; “gli agricoltori contestano la scelta della Regione siciliana per la destinazione ad altri utilizzi del 50% dei fondi per le calamità”; “Siracusa: prossima la chiusura delle fabbriche nella zona industriale”; “L’agricoltura e il “leone” dei camion: ecco le anime della rivolta sicilianista che vede coinvolte tutte le fasce dell’alleanza antipolitica”.

E tutti a gridare: “la Sicilia è nostra, siamo oltre centomila. Non ci accontenteremo delle promesse”.

E la gente a vagare disperata per le strade in cerca di carburanti, di frutta e verdura, generi alimentari e, terribile, data alle fiamme una bandiera tricolore…

Questa la Sicilia di oggi, con lombardo Governatore…

E la fumata nera che ha ingrigito il vertice convocato da Lombardo, a scoppio ritardato, è espressione evidente del calo di consensi del presidente della Regione che non ha il carisma di quanti lo hanno preceduto ed ha dissipato il patrimonio elettorale del 2008.

Ecco perché, per salvare la Sicilia, si impone un Governo alla Monti, come abbiamo chiesto nel dicembre dello scorso anno, come poi è stato ipotizzato da giornalisti di chiara fama come Meli.

Un Governo “salvaSicilia, che blocchi in tempo ogni iniziativa sociale non rispettosa delle istituzioni e dell’unità nazionale.

 

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