LE ACROBAZIE DI MONTI TRA I POLITICI DISABILITATI
DI CARMELO GAROFALO
Il Wall Street Journal non ha riserve di alcun genere per l’Italia di oggi.
“Le misure impopolari proposte da Monti rischiano di minare l’appoggio del suo Parlamento, Monti è un’ anomalia in Europa: un leader non eletto, nominato per interventi da cui i politici si sono tenuti alla larga, ma non ha una sua base se non la credibilità personale.
Ed ha bisogno di più sostegno europeo per sottrarre l’Italia alla stretta del mercato. Questo non sta accadendo; la Germania vuole,invece, riforme interne più rigide”.
Sic stantis rebus, come è possibile dare ancora una volta credibilità a politici che, al momento di governare con serietà e con rigore, “si sono tenuti alla larga”, dimostrando se non viltà certamente inadeguatezza?
Accadde in Italia lo stesso negli anni 20. Nel marasma di una politica rissosa e spendereccia il Re Vittorio Emanuele III ruppe gli indugi e chiamò un Maestro elementare del tempo , Benito Mussolini, al Governo della Nazione. Era un parlamentare. Provvedimento, quindi, istituzionalmente corretto.
Mussolini affrontò la paurosa crisi globale del 1929 con il dovuto rigore( alla Merkel di oggi) con misure impopolari ( più pesanti di quelle del Monti di oggi), bloccò i prezzi dei generi di prima necessità, con l’equo canone per gli affitti, il calmiere per i prodotti alimentari e per l’abbigliamento, e le tariffe dei servizi pubblici.
Per tutti, in breve tempo, fu un vantaggio e negli anni trenta l’Italia iniziò un periodo di serena convivenza.
Eravamo più poveri di oggi ma eravamo più felici, dicevamo fino a qualche anno fa.
Oggi, invece, noi di quel tempo, ancora fra voi per grazia di Dio, diciamo d’essere più poveri di allora e meno felici.
Il Wall Street Journal definisce “un’anomalia in Europa il Governo presieduto da Monti, un leader non eletto, nominato per interventi da cui I politici si sono tenuti alla larga”.
Ma non dice che, proprio per la saggezza presidenziale di Napolitano che s’è confermato lo statista più grande che abbia avuto l’Italia in questo millennio, Monti è arrivato al Governo da insigne parlamentare, nominato in tempo Senatore a vita per i suoi grandi meriti di studioso d’economia.
Sicchè siamo di fronte ad una “anomalia” salutare per aver potuto colmare il vuoto politico che minacciava di farci affondare.
Ecco perché noi siamo per un Governo Monti che vada oltre la scadenza del 2013, che cerchi di adottare la ricetta giusta, al di là di ogni pregiudizio politico, che conduca la nave Italia al porto della salvezza.
È quel che conta per gli italiani che confidano nell’alto senso dello Stato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.