LIBERTA’ D’INFORMAZIONE E DI CRITICA RISPETTANDO VERITA’ E DIGNITA’ ALTRUI
DI CARMELO GAROFALO
Se scrivessimo:
“Del grande attore scomparso, per sua fortuna, non c’era traccia, essendo già ben chiuso nella sua bara. In compenso imperversava dappertutto un altro comico, anzi un guitto tragicomico con le gote avvizzite e impiastricciate di fard fucsia e il capino spennellato di polenta arancione, che officiava la cerimonia, dirigeva le pompe funebri, smistava il traffico delle periferiche, abbassava il cofano del carro, salutava la folla come Gerry Scotti, poi nella Chiesetta sbaciucchiava a favore di telecamera la povera vedova pietrificata in carrozzella e cercava di farla ridere con qualche battuta all’orecchio, chiamava i battimani associandosi ai cori da stadio “Raimondio Raimondo” sollecitati da Pippo Baudo: era il Presidente del Consiglio. Sul pratone di Milano 2, un maxischermo da concerto rock ingigantiva quelle immagini raccapriccianti esponendole al “bell’applauso” di una folla di curiosi armata di telefonini e videocamere per immortalare la sfilata dei “vip”, come sulla banchina di Porto Rotondo e nel dehors del Billionaire a Ferragosto. [……] l’epoca dei senza pudore e dei senza vergogna. Una bara sequestrata da un anziano miliardario squilibrato, malamente pittato da giovanotto, che si crede Napoleone e monopolizza la scena con la stessa congenita volgarità con cui, proprio un anno fa, passeggiava sui cadaveri dell’Aquila accarezzando bambini, baciando vecchie, promettendo case e dentiere nuove per tutti. Una povera vedova incerottata e distrutta dalla malattia e dal dolore esposta alle telecamere e ai megascreen mentre mormora “Raimondo, io sono qua” senza neppure il diritto di farlo in sottovoce, in penombra, lontano dai microfoni, occhi e orecchi invadenti, pronti a trasformare tutto in “gossip” .
Se scrivessimo questo, saremmo stati rispettosi dei principi fondanti dell’Ordine dei Giornalisti che sancisce, all’art. 2, che è “diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati, rispettando sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buone fede”?