LOMBARDO CUOCE A FUOCO LENTO, MA SPERA DI SEDERSI ANCORA A TAVOLA
DI CARMELO GAROFALO
Vi è per tutti il tempo della discesa senza più pali ai quali aggrapparsi per tentare di evitare di inabissarsi in fondo alle acque a tenere compagnia al mitico Colapesce.
È così per Raffaele Lombardo, altrettanto mitico Governatore della Sicilia, come Colapesce convinto d’essere destinato a salvare la Sicilia dal naufragio.
Egli avverte però, che i suoi “fedelissimi” prendono le distanze dalla sua politica troppo personalistica o finiscono invischiati in vicende giudiziarie, siano in forza al Parlamento, che corre il rischio d’essere “elevato” al rango di Consiglio regionale, siano al suo fianco da “consulenti” che, però, non gli offrono “consigli” sul governare.
E sente d’essere solo.
Apre alla sinistra e immediatamente il Masaniello Di Pietro, accoppiato all’Orlando siciliano, chiude a possibili intese, gli si schierano contro anche UDC e FLI ritenendo inaccettabili le proposte di intese trasversali.
Da un altro fronte esplode il caso Venturi.
L’assessore di Confindustria gli chiede di revocare dall’incarico il Direttore Marco Romano, un “fedelissimo” del Governatore che avrebbe consentito la nomina a Consigliere della Camera di Commercio di Agrigento di una persona condannata in primo grado per il reato di peculato in danno proprio della Camera di Commercio che dovrebbe amministrare, e il Governatore, piuttosto che revocare l’incarico, invia un ispettore, come intitola Repubblica: “Venturi denuncia, Lombardo lo indaga”.
Intanto sul fronte della Formazione professionale il Commissario dello Stato impugna, in alcune parti, la legge di riforma, e su quello dei Fondi FAS vola a Roma, batte cassa, ma torna a mani vuote.
Mentre è uno stillicidio di notizie stampa su deputati inquisiti, processati, condannati, Sindaci, contemporaneamente deputati in carica, malgrado le incompatibilità di legge, erogazione di pubblicità istituzionale i cui filoni dovrebbero essere monitorati dal Commissario dello Stato, dalla Corte dei Conti e dallo stesso Governatore e dagli Assessori che se ne assumono la responsabilità.
Uno “sfascio” di una Regione “straccio” quasi una ritmica ode alla Sicilia che affonda.
E che Lombardo - instancabile in salvataggi….- si propone di salvare cancellando l’MPA, creatura ormai critica, e creando un nuovo partito nel quale intenderebbe convogliare “ma si presteranno a fargli da paravento?) alcuni tra gli assessori tecnici che sorreggono e qualificano la sua attuale Giunta di Governo.
Chi vivrà vedrà….