LOMBARDO USA UN LINGUAGGIO IMPROPRIO CONTRO I GIORNALISTI CHE FANNO IL LORO DOVERE ED INTANTO LA REGIONE E’ SULL’ORLO DEL COLLASSO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

A leggere Repubblica di mercoledì 4 luglio vengono i brividi.

E Repubblica è sempre bene informata. Tra i quotidiani è il solo , o almeno, il più apertamente disponibile all’informazione. E questa volta solo chi vuole leggere continuerà a guardare con occhio benevolo il Governatore che sembrava un eroe, alla Balotelli, nell’annunciare pomposamente con un anticipo di tre mesi le sue dimissioni per andare alle urne il 28-29 ottobre al fine di non confondere, nella primavera del 2013, i voti per la Sicilia con i voti per il Governo di Roma.

Se è vero che Lombardo lascia, “lascia” al momento giusto. Quando potrebbero suonare le campane a morte per il “ de profundis” alla Regione siciliana autonoma a Statuto speciale.

Perché a settembre potrebbero non esserci più i soldi per pagare gli stipendi non soltanto ai dipendenti ma addirittura ai pensionati. È Repubblica a riportare le dichiarazioni dell’Assessore all’Economia Gaetano Armao che non usa giri di parole per lanciare l’allarme:” sarà un autunno caldo” e le voci sommerse, non tanto, però, di dirigenti generali che avvertono della “carenza di liquidità” sicchè “ a settembre sarebbe a rischio la copertura degli stipendi” e forse anche delle pensioni. L’aver pubblicato tanto, e si tratta di dichiarazioni responsabili di altrettanto responsabili personalità burocratiche e politiche , ha dato ai nervi al Governatore Lombardo, insofferente del lavoro scrupoloso di giornalisti che non sono usi a portargli la borsa o a prostrarsi al suo passaggio.

Insofferente a leggere di avere trasformato la sua Giunta in Comitato elettorale e di avere proceduto in due mesi ad assegnare 100 poltrone , con nome per nome e con richiami alla vicinanza politica, e di aver chiesto agli iscritti al MPA un “pensierino” del 15% da versare per finanziare il Movimento, Lombardo s’è lasciato sfuggire una frase che fotografa l’arroganza del politico che governa e per governare intende “comandare” accusando i giornalisti di killeraggio politico, tanto da suscitare la legittima reazione dell’Ordine dei Giornalisti il cui Presidente Riccardo Arena e il segretario Concetto Mannisi in una nota congiunta scrivono: “ il Presidente ( della Regione Lombardo) continua ad utilizzare un linguaggio improprio nei confronti dei giornalisti quando un esponente politico  di alto livello istituzionale come il Governatore parla di Killeraggio per definire il lavoro dei cronisti, mostra di avere un senso molto discutibile sia delle istituzioni sia di coloro che hanno il diritto-dovere di controllarle, analizzando e criticando liberamente e a ragion veduta la gestione della cosa pubblica”.

Deciso anche l’intervento del Presidente dell’Unione nazionale Cronisti italiani Leone Zingales che invita il Presidente della Regione a “chiarire, una volta per tutte, ragioni ed obiettivi delle sue accuse”.

È uno spettacolo desolante. Mai erano arrivati così in basso i rapporti tra i politici ed i giornalisti.

Anche la Sicilia, l’autorevole quotidiano catanese diretto da Mario Ciancio, ha sentito di non tacere su certe anomalie che riguardano è vero in primis il Governo nazionale sul finanziamento facile ai fasulli giornali di partito ma con un richiamo anche alla Sicilia dove vi sono Assessorati che non rendono pubblici i loro bilanci.

Il nostro giornale è stato il primo da anni, ed anche solo, a chiedere che si rendano pubbliche le operazioni di assegnazioni di fondi erogati come pubblicità istituzionale.

Ecco perché rinnoviamo al Commissario dello Stato ed al Presidente della Corte dei Conti l’invito a dare uno sguardo ai criteri di distribuzione di somme per pubblicità istituzionale che opportunamente utilizzate insieme alle altre per consulenze e commissari avrebbero potuto evitare il pericolo del devastante dissesto che minaccia l’autunno siciliano.

Ed ancora una volta al Governo Monti, ci sia consentito ricordare che non si può parlare seriamente di spending review se non si aboliscono al 100% i finanziamenti pubblici ai partiti ed ai fasulli giornali che li fiancheggiano.

Si parla di ridurre il debito pubblico, prodotto da politici inadeguati a governare, entro 20 anni condannando un’altra generazione alla miseria ed alle rinunce e si mantengano i fastosi privilegi della Casta senza vergognarsi.

Attenti a non rispolverare gli istinti bestiali delle tristi giornate dell’aprile del 1945 o peggio ancora del 14 luglio francese!

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