NAPOLITANO E MONTI RIFLETTANO SU UN VOTO IN SICILIA INUTILE PER UN'ALTRA LEGISLATURA INUTILE
DI CARMELO GAROFALO
Le ondate di lavoratori senza stipendio anche da più di tre mesi che invadono le strade della Sicilia dove anche le imprese lamentano che le somme loro dovute per servizi e forniture vengano sottratte per pagare forestali e precari a loro volta da tempo senza retribuzione, il crescente malcontento dei siciliani che già alle amministrative di Palermo hanno dato un segnale d’allarme per i partiti tradizionali, il dilagante fenomeno del distacco dei cittadini dalla politica dovrebbero allertare il Presidente della Repubblica Napolitano, il Presidente del Consiglio dei Ministri Monti ed il Ministro dell’Interno Cancellieri, un trittico che è luminoso punto di riferimento per gli italiani, e, quindi, siciliani che italiani sono, a riflettere sulla opportunità di far svolgere le elezioni bandite dal Governatore Lombardo prima della scadenza naturale.
Ragioni di opportunità, di ordine pubblico, di responsabile valutazione di elezioni viziate da un’antipolitica condita di astensioni e di voti dati per dispetto alla vecchia politica e, quindi, tutt’altro che rispondenti alla reale volontà del popolo sovrano.
Anche la drammatica situazione del bilancio della Regione, le inchieste sull’esercito di consulenti ( 800 in quattro anni con una spesa di 9 milioni di euro) sulla formazione professionale e su altre spese discutibili e clientelari, i numerosi legittimi interventi del Commissario dello Stato, che ha dovuto impugnare numerose delle pur poche leggi approvate da una Assemblea che ha lavorato poco e poco bene, consiglierebbero la nomina di una terna di commissari che provvedano a rimettere i conti in ordine, a restituire legalità e produttività ad una Regione che, godendo di Autonomia e di Statuto speciale, potrebbe e dovrebbe essere il fiore all’occhiello delle Regioni italiane.
Fare svolgere le elezioni il 28 ottobre prossimo nelle attuali condizioni depressive, di caos, di frammentazioni politiche oltre il limite della decenza democratica, potrebbe condurre ad una legislatura ancor più inutile di quella che sta per concludersi.
Con apocalittico danno erariale che, alla fine, costituirà un peso intollerabile per la pur drammatica situazione economica italiana.
E di chi sarebbe la responsabilità se ciò, purtroppo, e che Iddio misericordioso non lo voglia, dovesse accadere?