TRA GLI “AUTOCNONI DEL SUD”, L’ AGLIANICO CALABRESE INCANTA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Emilio Falvo

I rossi e le uve di Calabria hanno incantato le tavole presenti nella prima edizione di “Autoctoni del Sud”, il gran gala dei vini mediterranei svoltosi a Trani, lanciato dalla FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori).

 

In tal contesto e’ sempre vivo il ricordo mitologico della fuga di Ulisse da  Polifemo: per sfuggire alla sua prigionia, Ulisse offre inizialmente del vino dolcissimo al Ciclope che, ringraziandolo prima di addormentarsi, gli chiede il suo nome.

 

Ulisse gli risponde di chiamarsi “Nessuno”: similmente “nessun nettare” puo’ confrontarsi con l’aglianico calabrese, apprezzato su tutte le tavole ricercate. Sono oltre 30 le  etichette di vini ricavati da vitigni autoctoni, provenienti dalle cantine selezionate all’ interno dei circuiti FISAR di Calabria, Basilicata e Puglia, offerti alla degustazione dai sommelier della delegazione cosentina, tra i quali Vincenzo Pingitore, il noto chef dalla filosofia mediterranea. Nel corso del gran  gala si e’ svolto un convegno sulla vinificazione e le  prospettive di crescita del vitigno aglianico, nelle sue varieta’ nelle regioni del Sud. Lo chef Vincenzo consiglia di respirare il fascino unico di una pietanza, l’oro della sua immagine piena di profumi, di assaporare un’ospitalita’fatta per la gioia dei sensi , la bonta’ dei sapori senza tempo, dei colori e degli odori di una tavola imbandita, e di alzare alla fine di ogni convivio i calici con il coro verdiano: “Brindiamo, brindiamo, brindiamo…”

 

Al termine dell’incontro Pingitore ha rilasciato gli attestati di merito alle Cantine Spadafora per la Calabria, alle Cantine del Notaio per la Basilicata e Torrevento per la Puglia, che si sono distinte nella produzione vinicola.

 

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