NEL RICORDO DI REMO GASPARI: L’UOMO CHE ONORÒ LA POLITICA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

Remo-20Gaspari_318_229.jpg“Zio Remo” ha lasciato questa Terra a 90 anni.

Un lutto per l’Italia tutta perché Remo Gaspari non è stato soltanto uno dei più autorevoli esponenti della Democrazia Cristiana.

Ministro e parlamentare per ben 9 legislature è stato tra le personalità politiche più prestigiose della politica italiana del dopo guerra, non soltanto per la preziosità dei suoi contributi intellettuali, giuridici, (era avvocato di eccellente valenza professionale), ma perché, aperto a tutte le esigenze della gente comune, era da tutti amato per la sua carica di umanità.

Negli anni ’70 il nostro Direttore, professore Carmelo Garofalo, venne nominato Commissario di letteratura italiana agli esami di maturità classica a Pescara.

Il Ministro Gaspari, che conosceva il nostro giornale, pregò il provveditore agli Studi del tempo Professore Umberto Soraci Maresca, calabrese di grosso spessore culturale ed espressione dei più nobili valori umani, di farlo incontrare con Carmelo Garofalo.

Nell’ufficio del Provveditore il Ministro Gaspari, nello stringere la mano al nostro Direttore, affermò di essere particolarmente lieto di conoscere il Direttore di un Periodico del quale apprezzava “la ricchezza dei contenuti, l’ossequio al principio dell’informazione basata sulla verità e sul rispetto della dignità altrui”, un giornale “che era una bandiera che onorava la libertà di stampa”.

Vi è una nota di Andrea Gagliarducci che ricorda: “zio Remo riceveva tutti, e ovunque. Anche sotto l’ombrellone sulla spiaggia di un Hotel di Vasto, dove andava in vacanza. Per lui le opposizioni coniarono il termine “gasparismo”.

Remo Gaspari fu parlamentare dal 1953 al 1992, molte volte Sottosegretario e per ben 16 volte Ministro (secondo solo ad Andreotti) ricoprì importanti cariche al vertice del partito della Democrazia Cristiana e nel 1992, con 88221 preferenze, il politico più votato d’Italia.

Amava la sua terra, la terra d’Abruzzo, come pochi altri e cercava di portarvi tutte le industrie che gli capitassero a tiro.

Un politico “DOC”, non un politicastro del terzo millennio, un’espressione rara di una classe politica della quale l’Italia ha di bisogno.

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