NON E’ LA “MIMOSA” DELLA “DEMOCRAZIA” A PROMUOVERE LE PARI OPPORTUNITA’
DI CARMELO GAROFALO
Ieri, giornata della mimosa e tutte contente le donne…anche per l’emancipazione della donna, per le pari opportunità, questa democrazia è riuscita a farsi ritenere paladina assoluta.
Ci si consenta però di ricordare che già negli anni ’30, a Messina si erano imposte, per autorevolezza professionale, due meravigliose donne del tempo: Jolanda Cicu, avvocato del Foro di Messina e Jole Auci, prima donna giornalista che concluse prestigiosamente un’onorata carriera a Catania.
E vi erano le “eroiche” donne di Bagnara Calabra che, a decine, sbarcavano dai traghetti – e ve ne erano tanti allora…- con sul capo ceste di pesce fresco e di prodotti calabresi vari.
Non vi era, allora, la “mimosa democratica” a dare l’incentivo alle donne per sentirsi eguali agli uomini.
Erano, di contro, i tempi in cui si determinano le ore di lavoro settimanali per evitare lo sfruttamento, si assicurava ai lavoratori, uomo o donna, la pensione, l’assistenza sociale, la tutela contro le malattie e gli infortuni, gli assegni familiari, le vertenze di lavoro risolta entro 15 giorni, le colonie marine e montane per i loro figli, tutta roba fino ad allora non conosciute dagli italiani.
E v’erano le giovani maestre che raggiungevano i più sperduti borghi per insegnare nelle “scuole rurali”, attrezzate con una cucina per consentire alle stesse maestre di preparare la refezione scolastica calda.
E non v’erano, di contro, i carrozzoni di oggi, con gli appalti, e tangenti, la corruzione.
Chi vi scrive ha vissuto queste cose, non le ha sognate…