VOLEVAN GAREGGIARE DA SOLI E, SENZA AVVERSARI, VINCERE PER GOVERNARE DA SOLI…
Incapaci di fare opposizione democratica, contrapponendo proposte alternative in solidi contenitori di idee e non di vuote parole, consapevoli di essere sempre più disattesi dalla stragrande maggioranza degli italiani, s’arrampicano sugli specchi, sperano in un giustizialismo giudiziario a conclusione di anonime, mirate, prefabbricate denuncie sulle quali, giustamente, i Magistrati sono chiamati a lavorare per vagliare, giudicare, decidere, confidando negli errori degli altri, chiedendo comprensione per i propri, ed infine, quando interviene il Presidente della Repubblica, la cui autorevolezza e imparzialità super partes, gli si muovono oscure minacce.
Corsi e ricorsi storici… ricordate il presidente della Repubblica, Giovanni Leone, messo alla gogna dagli avversari politici ed a fuoco lento da mass media che disattendono i principi fondanti della libertà di informazione che va esercitata nel rispetto della verità e della dignità altrui?
E l’offensiva sferrata, nello studio del Quirinale, al Presidente Segni, colpito da ictus nel corso della “democratica” opposizione oratoria di politici della statura di Moro, di Saragat e dei compagni socialisti e comunisti?
A che è valso che, dopo alcuni decenni, sia stata resa giustizia a Leone ed a Segni - come accadde per altri politici, da Andreotti a Mannino, dagli avversari messi fuori giuoco e, alla fine, assolti da ogni accusa?
Non occorre essere né costituzionalisti né giuristi per comprendere che siano stati compiuti nell’Italia “democratica” almeno due colpi di Stato, uno incruento, l’altro purtroppo no…
Si vorrebbe, ora, mettere alle corde un Capo dello Stato che, senza nulla togliere ai suoi predecessori, è autentico e severo custode della Costituzione e con raro equilibrio e certezza di diritto, s’è rivelato autorevole ed imparziale rappresentante degli italiani tutti?
Non soltanto degli italiani appartenenti lo schieramento politico dal quale discende.
Attenti a non gingillarvi troppo “amici” del centro-sinistra, con il vaso della “democrazia minacciata” che potrebbe finire in cocci da raccogliere in lacrime da tutti gli italiani.
La gente oggi non è più quella di ieri che s’è bevuta gli “analcolici” avvelenati del tempo di Leone e di Segni.
Oggi gli italiani sono stanchi di una politica rissosa, cattiva, improduttiva, vogliono essere “governati” e non “asserviti”
Un bel giuoco dura poco eppure hanno giocato abbastanza e continuano a giocare, per fini di potere che non sono di utilità per la gente che vuole lavoro, un fisco equilibrato, una politica sociale rispondente alle esigenze del tempo, la sicurezza, la legalità, Istituzioni da rispettare e che rispettino, giustizia certa e non secolare, istruzione adeguata, servizi pubblici che non siano carrozzoni clientelari.
Si vuol vivere in un Paese civile non nella Babilonia del Mediterraneo.
Ecco perchè in questo complesso e difficile momento nella vita politica ed economica d’Italia occorre una guida sicura, un tutore la cui imparzialità e indipendenza siano di assoluta garanzia di rispetto della Costituzione e delle regole, regole che devono garantire il diritto di voto a tutti gli italiani, a tutti come Napolitano, statista insigne.
Rinfoderino, quindi, le armi della minaccia dell’ostruzionismo in Parlamento, nelle solenni Ante di Palazzo Madama e di Montecitorio dove ci si confronta in civili dibattiti e non in rissosi schiamazzi da cortile, o delle manifestazioni di piazza o di furbastri tentativi di colpi di Stato incruenti tentando di delegittimare un Capo dello Stato che ha mostrato di essere elegante e severo “super partes”.
Venga l’ora del ravvedimento per quanti credono di stare in piedi, ricordando l’ammonizione di San Paolo “guardino di non cadere” e si contribuisca, tutti insieme, a far risorgere l’Italia dalle ceneri morali in cui è stato ridotto da una falsa concezione di democrazia.
E da tutti sia detto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “grazie, Presidente” grazie!