PER ARBUSE (LA DESTRA), A MESSINA, “L’ORTICELLO PRIVATO DELLA POLITICA”

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

Messina. “In un momento in cui impazza l'esigenza del risparmio nella politica clientelare, il consiglio comunale non si smentisce”. Così interviene Silvano Arbuse, coordinatore provinciale de La destra in merito alla mancata approvazione della delibera comunale che avrebbe bloccato, seppur parzialmente, i contributi rivolti ad enti ed associazioni per svolgere le proprie attività cosiddette culturali nel periodo estivo.

Sulla decisione l’ago della bilancia è stato il voto contrario di tre consiglieri, tutti e tre appartenenti agli stessi schieramenti dei firmatari, UDC e PD oltre che FLI. Tutti e tre con ragioni plausibili, dettate dalla convinzione che il consenso sul provvedimento avrebbe favorito l’accentramento del potere economico nelle mani del primo cittadino.    

 “Il passaggio di competenze che offriva questa delibera in materia di assegnazione dei contributi  –sostiene Arbuse – avrebbe, da una parte, reso il sindaco l’unico responsabile del procedimento e, dall’altra, ne avrebbe contenuto una facile elargizione (al contrario di ciò che avviene attualmente) con un maggiore controllo. Le sovvenzioni per la cultura vanno programmate così come quelle per i servizi sociali del territorio. Non bisogna essere tecnici o esperti di bilancio per capire questo concetto”.

“Tutto va pianificato in modo logico e, soprattutto, tempistico – commenta il segretario de La Destra - pensando alla crescita dei quartieri, non solo con l’allestimento di feste popolari ma organizzando eventi culturali, per esempio, all’interno dei Grest, tanto richiesti negli ultimi tempi. Per non parlare del fatto che tali delibere prevedono finanziamenti di manifestazioni estive, praticamente a fine luglio. E’ un controsenso”.  

“L'Aula di Palazzo Zanca – chiarisce Arbuse - non avrebbe motivo di esistere se non nella manovra di bilancio e nel consuntivo. In entrambi gli appuntamenti, si spunta sempre la maggioranza, visto che la bocciatura equivarrebbe alla decadenza dell'assemblea stessa. Tornando ai contributi, si è votato per l'elemosina, per la sopravvivenza degli 'impegni' di ciascun consigliere. “

“La lezione  dell’assessore Aliberti - conclude Arbuse – che ne è stata l’agnello sacrificale non è servita a nulla. Persevera la solita malsana abitudine di fare della politica un orticello privato”.

 

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