PER I DISSESTI IDROGEOLOGICI, CARENZE NEL CONTROLLO DEL TERRITORIO

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI ALESSANDRA GILARDI

 

 

 

La frana di Maierato, l’emergenza Sarno, quella di Sovertano la rotta dell’arginale del Serchio, le frane dell’Appennino meridionale come a Montaguto: questi sono solo alcuni dei disastri che hanno interessato negli ultimi tempi il nostro territorio.

Dal secondo dopoguerra, 450 mila sono le frane in Italia, 2685 i morti e 70.000 sono le persone coinvolte tra il 1980 e il 2000. E’ questo lo scenario apocalittico dipinto al forum degli ordini regionali e del consiglio nazionale dei geologi svoltosi a Roma, presso il Centro Congressi Frentani.

Ma i numeri non sono finiti qui. Di fatti, 300 nuove frane si sono attivate solo nell’ultimo inverno. Tra queste, Gian Vito Graziano, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Sicilia, ricorda quella del 1 ottobre della provincia di Messina. In quella zona, da Giampilieri a Caronia una colata di acqua e fango aveva investito interi paesi. Il dott. Graziano, pur ricordando la presenza di una pioggia incessante che aveva raggiunto, in un’ora, più di 40 ml, denuncia, tra le cause primarie del disastro, il depauperamento dei servizi tecnici della zona le poche stazioni di controllo. Insomma, il Presidente dei Geologi della Regione Sicilia evidenzia un problema di gestione del territorio, perchè già a fine settembre i bacini della zona di Messina avevano raggiunto la totale saturazione, ma nessun intervento preventivo era stato posto in essere. Oggi, in quella zona ci sono 46 geologi che svolgono gratuitamente un’attività di presidio ma questo virtuoso contributo non basta. E non saranno certo le new towns a migliorare la situazione, tenendo presente che in un’area attraversata dalla ferrovia e dall’autostrada è pressochè impossibile creare lo spazio per costruire nuove città.

Il Presidente dell’Ordine dei Geologi in Toscana, Vittorio D’Oriano, osserva, poi, come il contributo della sua categoria venga erroneamente richiesto solo a valle delle scelte e delle decisioni intraprese in materia geologica e idrogeologica. Infine, è proprio il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro Antonio De Paola a denunciare l’assenza di un coordinamento dei centri di spesa, e la totale incoerenza nell’ambiente della pianificazione. Di fatti, sono pochi, pochissimi, i comuni che aggiornano i piani regolatori con le indicazioni delle autorità del bacino. Aspetto essenziale è, quindi, individuare le cause e i meccanismi dei dissesti idrogeologici ricorrendo agli esperti. Occorre, pertanto, porre rimedi al sistema attuale, non considerando più i geologi come parte marginale a livello di consiglio superiori dei lavori pubblici e creare un maggior coordinamento tra istituzioni ed esperti in materia. Altrimenti l’Italia continuerà a franare. Di fatti, è proprio di questi giorni la notizia che un’altra abitazione a San Fratello, in provincia di Messina, è stata evacuata.

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