PER SUPERARE LA CRISI ECONOMICA, SPAGNA E GRECIA PROPONGONO UNA RICETTA MUSSOLINIANA
DI CARMELO GAROFALO
Nel vortice della paura che attanaglia tutta l’Europa allertata dall’ellenico crollo, spunta una proposta del leader della Spagna Zapatero che annuncia un giro di vite nell’ambito del quale assumerebbe carattere di priorità un taglio del 5% allo stipendio degli statali.
Ed in Italia di rimbalzo esplode l’allarme tra i sindacati per le voci sulle misure che potrebbero colpire la pubblica amministrazione con la manovra economica 2011/2012 da venticinque miliardi, che comprenderebbe tagli ai salari degli statali.
La crisi economica mondiale è di una drammaticità spettacolare. Si sta cercando di tamponarla alla meglio ed è unanime il riconoscimento del contributo dato da Berlusconi la cui managerialità è fuori discussione.
Bisogna uscire presto e bene dalla crisi.
E se in Grecia e in Spagna si ipotizzano provvedimenti di tagli a stipendi, salari e pensioni, e se anche in Italia se ne parla, e seriamente, se i sindacati sono stati allertati, è bene che si esca dai balbettamenti e si prendano delle decisioni da lacrime e sangue ma mirate a restituire serenità alla gente.
Ricordiamo a cavallo degli anni ’20-’30, eravamo ragazzi, ma sentivamo parlare i genitori, gli zii, i nonni, i loro amici, che si vivevano momenti di ansia, come oggi, e sempre per una crisi che aveva le sue micidiali radici negli USA.
Anche allora sembrava che tutto stesse per crollare ed il Capo del Governo del tempo un certo… Benito Mussolini, adottò proprio il provvedimento del quale si parla oggi in Grecia ed in Spagna ed anche in Italia, per fronteggiare i rischi della crisi.
Se non ricordiamo male Mussolini, sia pure tra il clamore chiassoso e minaccioso degli oppositori, ridusse salari e stipendi del 10%
Un taglio amaro addolcito, però, dall’istituzione di due strumenti che, ala fine, costituivano una vera e propria rivalutazione di stipendi e salari e di rafforzamento dal loro potere d’acquisto: l’equo canone, che bloccava le pigioni delle case ed il calmiere, che imponeva invalicabili limiti al prezzo dei prodotti.
Il tutto condito da una ferrea sorveglianza per evitare furbizie e raggiri.
Sicchè viene la voglia di ammettere che sì, eravamo più poveri ma, eravamo più felici di oggi, ed oggi, invece, non siamo più felici e siamo più poveri di ieri.