SE LUSI PARLASSE E SE NAPOLITANO SI STANCASSE ...
DI CARMELO GAROFALO
Se Lusi non parla per dispetto e per scaricare su altri colpe proprie, se dice il vero, che i vertici del partito sapevano, se si sente “ tradito dagli amici” e che ha ancora “ una marea di cose da rivelare, sarà inquietante per la corazzata partitica della politica italiana che minaccia d’andare completamente a fondo come la Concordia.
Perché, sui soldi della Margherita, come per altri partiti, i cui tesorieri sono finiti nel vortice giudiziario abbandonati al loro triste destino da vertici disattenti, distratti, comunque inadeguati, i PM sono a caccia di prove.
Ma ancor di più inquietante è quanto è avvenuto oltre Tevere, in Vaticano, con tentativi di destabilizzare il Santo Padre.
Tutto sembrava far parte di una strategia volta a creare in Italia un clima di profonda miseria di questa democrazia che, addirittura, allorchè la Magistratura nobilmente intraprende la strada della verità per accertare sospette trattative fra Stato e mafia, negli anni novanta, fa esplodere petardi delle intercettazioni che servono ad un partito schierato a sinistra ad attaccare, irresponsabilmente, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che è, insieme al Papa, l’unico punto di riferimento degli italiani.
Vi sono state delle malevoli insinuazioni, delle miserevoli strumentalizzazioni, che non hanno turbato il Capo dello Stato, ma lo hanno logicamente irritato.
Ma Napolitano, con il suo garbato decisionismo, è stato, come sempre, di una estrema chiarezza, dixit: “ In questi giorni è stata condotta una campagna di insinuazioni e sospetti sul Presidente della Repubblica ed i suoi collaboratori fondata sul nulla ( a proposito delle intercettazioni fra Mancino e un Consigliere del Quirinale per le presunte trattative tra Stato e mafia).
Sono comparse sui quotidiani anche interpretazioni arbitrarie tendenziose, talvolta persino manipolate, che riferivano di atti, di indagini giudiziarie sulle più sanguinose stragi di mafia degli anni Novanta”. Napolitano ha quindi garantito di avere agito con la massima trasparenza e sulle intercettazioni è stato altrettanto chiaro “ la questione andava risolta da tempo”.
Sereno, come sempre, distaccato, come sempre, alfiere di trasparenza e di saggezza politica, non partitica, autentico statista che, al di sopra delle parti, invoca coesione sociale ed unità mirando al bene comune, il Presidente Giorgio Napolitano ha così bacchettato l’anti-stampa , la politica scorretta, la cattiveria strategica di chi spera in una caduta del Governo Monti per riacciuffare le redini di un’Italia collassata dalla ingovernabilità di leader d’ogni schieramento che, avendo governato direttamente o indirettamente, s’è reso responsabile del devastante dissesto e andrebbe processato per bancarotta dell’Azienda Italia al pari d’ogni amministratore di aziende private fallite. Altro che consentire loro di tornare al potere: Ci lascino in pace, ci diano la gioia di confidare nelle preghiere del Santo Padre e nella saggezza del Capo dello Stato.
E siano più intelligenti, almeno per capire che se il Papa e il Capo dello Stato dovessero stancarsi, all’Italia non resterebbe che votare per Grillo e per Benigni che, almeno, ci farebbero ridere…