SI INAUGURA A MESSINA LA STAGIONE DI PROSA DEL TEATRO VITTORIO EMANUELE

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

| 'To be or not to be": la stagione di prosa dell'Ente Teatro di Messina, nel Vittorio Emanuele, si inaugura il 2 dicembre (repliche fino al 6) nel segno di uno dei versi (dall’ Amleto di Shakespeare) più famosi della storia del teatro.
Un titolo indovinato, per una pièce che - come sottolinea Antonio Calenda, che ne cura la regia offre una bella e struggente elegia del mondo dello spettacolo un leggero e dolce apologo su quanto nella vita sia necessaria la poesia.

"To bc or not to be" è la commedia che Maria Letizia Compatangelo ha elaborato sulla base del soggetto originale dell'autore ungherese Mclchior Lengyel, divenuto nel 1942 un film di successo del grande Ernst Lubsech ("Vogliamo vivere", il titolo della versione italiana), ripreso nel 1983 da un altro genio della comicità, Mel Brooks (titolo "Essere o non essere").

I ruoli principali sono affidati a due attori molto amati dal pubblico: Giuseppe Pambieri, che interpreta in modo brillante l'esuberanza e le fragilità artistiche di lan Tura, e Daniela Mazzucato che presta duttilità e talento a Maria Tura e la sua splendida voce alle canzoni dello spettacolo, firmate dal premio Oscar Nicola Piovani.

lan e Maria sono i capocomici di una compagnia teatrale di Varsavia, intenti a provare un testo non
troppo velatamente antinazista. E’ il 1939 e gli eventi precipitano: Varsavia è asservita a Hittler e la censura impedisce la messinscena, (gli attori ripiegano su Amleto. ruolo che è il pallino di Ian ma che diventa presto il suo incubo: durante il lungo monologo di 'To be or not to be" infatti Maria si fa  raggiungere in camerino da uno spasimante... Proprio grazie a lui, giovane ufficiale dell'aeronautica, il mondo evanescente degli attori diviene fondamentale per giocare una serie di tiri contro gli oppressori ed eliminare un importante capo nazista. Commedia piena d'ironia e garbo, di battute irresistibili e intuizioni intelligenti che si susseguono a ritmo vorticoso, “To be or not to be”  gioca con il continuo riflettersi della realtà della vita nella finzione del teatro e scrive, in termini leggeri e surreali, una dura satira contro il nazismo.

 

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