UN POPOLO PURAMENTE ADOLESCENTE E DIVERSITÀ DI STILE FRA POLITICI
DI CARMELO GAROFALO
In un mirato editoriale di Alessandro Notarstefano, che i lettori di Gazzetta del Sud gradirebbero impreziosisse ogni giorno insieme a Lino Morgante il giornale che è per il cittadino attento il sale quotidiano, si storicizza, con concentrate riflessioni, l’atavica immagine di un “popolo eternamente adolescente”, che si entusiasma alle novità e si deprime quando ne è deluso, pronto, a cicli ventennali, a sacrificare gli idoli sull’altare dell’egoismo e della convenienza.
Ma è nostro compito invitare alla riflessione ed urge farlo sull’onda della recente tornata elettorale.
È vero che avendo solo nel 2008 una schiacciante maggioranza a Berlusconi, Fini, Bossi, Casini e Lombardo, gli italiani avevano il diritto ad una governabilità seria, organica, produttiva sia del Governo nazionale sia del Governo regionale in Sicilia, ma è anche pur vero che l’esplodere della crisi economica globale, ha costretto un rallentamento doloroso e un appesantimento del clima rissoso, infarcito di odio sociale e di cupi interessi, che corrode i partiti alienandosi la fiducia della gente sempre più depauperata, giorno dopo giorno, eticamente, socialmente, economicamente.
Sicchè il provvidenziale e creativo intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano di affidare ad un “esterno” il Governo della Repubblica, è stato un segno della preoccupazione del Capo dello Stato di sciogliere il nodo strangolatore della reciproca incomprensione tra i leaders dei partiti, nel tentativo di ristabilire nel paese un fase di tregua e di preparazione alla riconciliazione dei partiti per una politica rigenerata, in un clima di coesione sociale, premessa indispensabile per la ripresa economica e per il rinnovamento etico della politica.
Sarebbe, però, ingeneroso non dare atto a Silvio Berlusconi della disponibilità data con le sue dimissioni, che pur non erano atto dovuto, ma, propensione al servizio, avendo ancora la maggioranza parlamentare numericamente legittimata a governare.
Altro discorso va fatto per al Sicilia dove Lombardo ha sperperato male il “tesoretto” elettorale, governando, come autorevolmente scrive Giarrizzo, in modo indecente da indurre uno dei suoi fedelissimi, uomo politico di razza però, a deporre presso un notaio le sue dimissioni dall’Assemblea regionale, invitando i colleghi a fare lo stesso per poter determinare lo scioglimento dell’Assemblea in tempi brevi e non telecomandati, con dimissioni preannunciate per il 28 luglio e chiamata alle urne per il 28-29 ottobre, come vorrebbe imporre un Governatore che non gode più del sostegno di una maggioranza, che tra l’altro, non rispecchia più la volontà degli elettori.
Un popolo “perennemente adolescente”, è vero, ma un popolo che deve anche riflettere sulla diversità di stile tra un politico e l’altro.