UNA MANOVRA CHE NON METTA LE MANI NELLE TASCHE DEI MAGISTRATIE CHE SIA GARANTE DELLA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

La manovra finanziaria è ufficialmente in vigore con la firma del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Una manovra “lacrime e sangue”, ma, resa necessaria dalle linee europee tracciate per fronteggiare la drammatica crisi economica mondiale.

Quel che sorprende, però, è che tra le categorie indotte a stringere la cinghia vi siano addirittura i Magistrati la cui Associazione si è riservata il diritto di scioperare.

A noi pare che tutto si poteva chiedere, tutto si poteva decidere, tutto si poteva ridimensionare ma senza intaccare stipendi di Magistrati, di esponenti delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, Prefetti e Questori, perché sono unità di certo riferimento della gente che ormai minaccia di essere risucchiata dalle sabbie mobili del dissennato vuoto politico italiano.

Sulla manovra, di certo, vi sarà battaglia in Parlamento, soprattutto da un’opposizione che più le cose vanno male più si esalta per dare addosso a chi governa oggi , dimenticando di avere governato per molti ani.

È, quindi, in quella sede che dovrà essere annullato il taglio agli stipendi dei Magistrati, per lasciarli lavorare in assoluta tranquillità al fine di garantire, come vogliono i cittadini, una giustizia certa, rapida, e sacra.

Vi sono altri filoni dove attingere per sopperire alle somme necessarie alla manovra: anzitutto le somme erogate per l’editoria, riservate ai giornali di cooperative e di partiti i cui costi dovrebbero essere a carico dei partiti e dei gruppi politici che già godono di rilevanti sostegni economici con il cosi detto “rimborso spese elettorali”.

Vi è poi la pubblicità cosi detta “istituzionale” che amministrata da elementi costituzionalmente inclini alla simpatia ed all’antipatia, andrebbe totalmente eliminata.

Se si vuole dare un concreto sostegno alla libertà di informazione e di stampa si deve procedere diversamente, assicurando soltanto ai giornali non legati ad alcun carro politico servizi indispensabili, dai locali per gli uffici redazionali e per il reparto tecnico, riduzione delle bollette di luce e di telefono almeno del 50% e senza gli assurdi oneri supplementari all’effettivo consumo, ripristinare immediatamente le tariffe postali agevolate di spedizione dei giornali e dei libri, contributi  a tipografi ed alle agenzie di distribuzione dei giornali per alleggerire i costi che appesantiscono le piccole e medie aziende editrici di giornali periodici.

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