ANCHE NEL CALCIO OGNUNO PENSA A SE STESSO…

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

  

Messina è la “principessa” della Sicilia svuotata d’ogni speranza , senza futuro, senza più pretendenti.

Rassegnata, malata e decaduta, attende terribilmente che Colapesce si stanchi, nel vederla soffrire, e abbandoni la colonna che tiene ancora salda nelle sue mani di ruvido pescatore.

Per poter ancora una volta levare il grido “Post fata resurgo”.

Anche nel giuoco del calcio, ch’era un tempo la valvola che accendeva folli illusioni di grandezza.

Campionato di calcio serie D: Messina vi partecipa con due società, due squadre. Virtù dell’esasperato individualismo di una città che vorrebbe essere metropolitana e che l’inadeguatezza di politici e di amministratori ha miserevolmente ridimensionata, spogliandola dei gioielli che erano la ricchezza, dall’Arsenale, dal Distretto, dall’Ospedale militare, dagli Uffici regionali, dalla Fiera campionaria, dal porto commerciale e così via.

Due squadre in serie D e Coppa Italia giuocata in casa, a Messina, al vecchio e glorioso Campo Celeste una, al pomposo amaro stadio San Filippo l’altra, lo stesso giorno e addirittura alla stessa ora.

Possibile che non sia venuto in mente a nessuno di chiedere di fare svolgere i due incontri, uno il sabato e l’altro la domenica, o almeno la diversificazione degli orari, consentendo un più ampio arco di spettatori a tutte e due le gare?

 

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