FESTE PATRONALI D’AGOSTO A CATANIA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI ANTONINO BLANDINI

 

SantAgata-processione-17-agosto-2012.jpgCatania ha onorato in agosto, nel cuore dell’estate, i suoi principali patroni, i santi giovani martiri concittadini dei primi secoli del Cristianesimo, Agata vergine ed Euplio diacono, con devote manifestazioni di fede presso i luoghi sacri che ne ricordano, secondo la tradizione, l’eroica testimonianza suggellata dal loro sangue.

La sera di sabato 11, vigilia del beato transito di S. Euplio, tanti fedeli e pellegrini hanno visitato la cripta romana sottostante i ruderi dell’antichissima chiesa distrutta dai bombardamenti dell’ultima guerra mondiale e che rievoca il martirio di Euplio, vittima volontaria della persecuzione del 304 sotto il governo della Tetrarchia che era arrivata a vietare il possesso dei libri sacri, nel tentativo di cancellare perfino la memoria cristiana. Euplio, narrano gli Atti genuini del martirio, rifiutò di consegnare i Vangeli, si vantò di essere cristiano ed affrontò il processo, le torture, la condanna, la morte. Il Martirologio Romano ne dà una sintetica lezione: “Catanae in Sicilia, sancti Eupli, martiris, qui in persecuzione Diocletiani imperatoris, ut fertur, cum volumina Evangeliorum in manu habéret, a correctore Calvisiano in carcerem coniéctus est; cumque, ìterum inquisitus, se Evangélia in corde tenére gloriari respondisset, fustibus ad mortem caesus est”. Molto partecipata è stata, sul sito della cripta di via S. Euplio, la celebrazione vespertina dell’Eucaristìa presieduta da mons. Carmelo Smedila, vicario foraneo e parroco-rettore del santuario S. Maria dell’Aiuto nella cui giurisdizione si trovano i ruderi del Foro Romano dove, il 12 agosto 304, sarebbe stato decapitato il martire. E’ stato rinnovato l’omaggio floreale della civica Amministrazione alla lapide che ricorda il sacrifico dei martiri cristiani e le vittimi civili catanesi dell’8 luglio 1943.  

La mattina di domenica 12, in Duomo, dove si custodiscono preziose memorie iconografiche e una reliquia del martire donata, nel 1656, dal Vescovo di Trevico –la cittadina dell’Alta Irpinia, in provincia di Avellino, da quasi mille anni sede del sacello delle reliquie del santo- al Vescovo di Catania grazie all’iniziativa di padre Francesco Blandizio S.J., sono state celebrate tre ss. messe in onore del compatrono. Alle 11, la solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta dal delegato arcivescovile per la cattedrale mons. Barbaro Scionti. Tra i fedeli presenti in basilica anche il sacerdote salesiano don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana, che di passaggio a Catania, dove per diversi anni è stato responsabile dell’oratorio S. Filippo Neri, non ha voluto mancare di rendere omaggio al venerato compatrono. Ai secondi vespri, i diaconi permanenti dell’Arcidiocesi metropolitana di Catania hanno fatto da corona al can. Antonino Gentile, delegato arcivescovile per il Diaconato permanente e i ministeri, che ha celebrato la s. Messa propria della festa liturgica. A tenere l’omelìa è stato significativamente il diacono permanente don Francesco Leto. Contemporaneamente nella parrocchiale “Sant’Euplio martire” il parroco mons. Giuseppe Bruno ha presieduto la s. messa nel 50° di ordinazione presbiterale, avvenuta a Motta Sant’Anastasia la mattina di domenica 12 agosto 1962.

La sera di giovedì 16, è stata celebrata la vigilia della ricorrenza del patrocinio agatino e dell’886° anniversario della Traslazione di ritorno delle venerate reliquie della protomartire S. Agata, che rientrarono, dopo 86 anni, trafugate dalla chiesa di S. Maria annessa al Palazzo imperiale di Costantinopoli e accolte da commoventi manifestazioni di giubilo nella patria bagnata dal suo sangue verginale. Dopo la s. messa vespertina celebrata da mons. Scionti, si è snodata per le vie attorno al Duomo e all’episcopio la tradizionale processione del Velo della Patrona; in via Beato Cardinale Dusmet, davanti al monumento votivo della Traslazione, lo stesso prelato ha rievocato lo storico evento risalente al 17 agosto 1126, allorché la Sicilia era ritornata cattolica, sotto la giurisdizione della Sede Apostolica Romana, con la cacciata degli Islamici e l’insediamento dei Normanni.

La mattina di venerdì 17, decine di migliaia di fedeli hanno partecipato alle celebrazioni liturgiche, tra cui quella presieduta dal vicario generale mons. Agatino Caruso, che si sono susseguite numerose per dare la possibilità a tutti d’accostarsi ai sacramenti del Perdono e dell’Eucaristìa. Molti devoti hanno avuto la possibilità di venerare e di baciare le reliquie della protomartire esposte sull’altare maggiore assieme al prezioso e celebre busto reliquiario di S. Agata.

Cuore della festa è stata la concelebrazione eucaristica serale presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catania mons. Gristina nell’anniversario della dedicazione della basilica cattedrale, con la partecipazione di decine di sacerdoti diocesani, degli alunni del seminario arcivescovile e del corso S. Euplio per il catecumenato e i ministeri, alla presenza delle autorità civili e militari, nonché del presidente delle celebrazioni patronali comm. Luigi Maina. Subito dopo si è snodata, tra due fitte file di folla esultante, la processione dei reliquiari portati con le varette sulle spalle dai soci delle Associazioni agatine cittadine. Come vuole la tradizione uno spettacolo pirotecnico ha accompagnato il sacro corteo nel rientro in cattedrale intitolata a S. Agata vergine e martire.

L’indomani, sabato 18, in cattedrale si sono concluse le celebrazioni patronali estive con la solennità liturgica della dedicazione. La solenne celebrazione dell’Eucaristia, al mattino, è stata presieduta da mons. Scionti con l’animazione della corale parrocchiale diretta dal m° Puccio Sanfilippo. Sulle pareti perimetrali del tempio più grande della Sicilia le dodici croci dedicatorie era illuminate ad esaltare il simbolo che loro rappresentano: la Chiesa di Cristo fondata sul mistero pasquale di morte e di risurrezione e sulla testimonianza dei 12 santi apostoli.

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