IN SICILIA UNITA’ D’ITALIA ED AUTONOMIA TRA DISCUSSIONI ED AUTONOME MESCHINITA’

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

DI CARMELO GAROFALO

 

 

Il mese di maggio di quest’anno 2010 calenderizza per i siciliani due festività: l’unità d’Italia e l’Autonomia siciliana apparentemente discordanti tra loro, tutte e due che avrebbero potuto essere, in una società civile e con politici meno rissosi ed arroganti, motivo di gaudio e di stimolo.

Invece, si festeggia l’Unità in un’orgia di discussioni che assume toni disgregativi apocalittici e si festeggia l’Autonomia con al Governo regionale Assessori talmente AUTONOMI da usare la discrezionalità come modo di esprimere la loro simpatia e la loro antipatia personale, il loro arroccarsi su posizioni di autorità autoattribuitasi non tenendo conto che è il cittadino, votandoli, a dar loro un timone che  manovrano così rozzamente da far naufragare una Regione che pure avrebbe potuto fare della Sicilia l’isola del paradiso produttivo.

Inconsapevoli scioccamente che nel naufragio saranno i più dolorosamente colpiti perché spariranno dallo scenario socio-politico, rifugiandosi tutt’al più nei fastosi recinti creatisi.

Ed è sorprendente l’avvertire di contro che sono proprio gli Assessori cosiddetti esterni, personalità del tutto estranee alla politica,  ad essere portatori e custodi di una amministrazione trasparente e concreta espressione di una civiltà politica purtroppo disattesa dai professionisti della politica e soprattutto dai loro “garzoni” che con arroganza e con accentuata autonomia, con le loro autonome discrezionalità irresponsabilmente conferite, scavano la fossa dei loro padrini.

Si da far pensare all’elettorato tradito e deluso che forse sarebbe meglio per legge statuire che Assessori e loro collaboratori, a qualsiasi livello, siano recepiti tra persone di salda valenza professionale e sociale ma del tutto estranee alla politica.

Per poter festeggiare civilmente senza più odi, rancori, piani vendicativi, le solenni festività di maggio

 

 

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