L’AUTONOMIA IN SICILIA “SPECCHIETTO DELL’ALLODOLA” PER BLOCCARE LA SECESSIONE?

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

DI CARMELO GAROFALO

 

 

 

Per la Sanità si ricorre a Roma.

Per le accise petrolifere si chiede a Roma.

Per la formazione professionale e le infrastrutture si attendono gli aiuti europei.

Per l’emergenza alluvioni ancora a Roma.

Ma allora a che servono le Regioni? E, per quanto ci riguarda, cosa significa Regione autonoma con Statuto Speciale, se questa non ha né i poteri, né la capacità, avendone i poteri, in virtù dello Statuto Speciale della Regione autonoma, concessa oltre sessant’anni fa, per evitare i rischi di una secessione?

Sarebbero stati sufficienti Comuni e Province a monitorare le situazioni, progettare le soluzioni e chiedere direttamente all’unione Europea ed alla Governo nazionale di mandare i soldi…

Eliminando, quindi, il faraonico castello di una Regione che per essere speciale, costa più di ogni altra a Statuto ordinario, provvista di un esercito di dirigenti, di impiegati, di consulenti e di costosi filoni di pubblicità istituzionale gestita, come tante altre voci, (fondi riservati) con discutibile discrezionalità.

Se il Governo Monti, con l’ausilio del Commissario dello Stato, preparasse una scheda tecnica da inviare al Parlamento per un’opportuna valutazione, sarebbe di gradimento ai siciliani tutti che non vorrebbero ritornare, come subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, a sognare una secessione allora stroncata con un’autonomia ed uno Statuto Speciale che si sono rivelati lo specchietto dell’allodola…

 

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