Presentato dal prof. DANIELE CASTRIZIO: il progetto “Percorso Archeologico” della città di REGGIO CALABRIA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

Ad emergere il ruolo storico di Reggio come fortezza e porto commerciale

 

DI ANNALISA CRUPI

 

 

 

 

Mercoledì 28 marzo, presso la Sala Biblioteca del Palazzo della Provincia di Reggio, è stato presentato il progetto "Percorso Archeologico" della città di Reggio Calabria. L’itinerario turistico nasce con lo scopo di mettere a disposizione dei visitatori una mappa attraverso la quale sia possibile rivisitare la storia trimillenaria della città di Reggio Calabria, unica nel suo genere, a livello planetario. Ad organizzare l’evento di grande valenza storico-archeologica l’associazione non lucrativa di utilità sociale, Ethos che, per la presentazione del percorso storico, ha puntato sull’illustre e pregnante intervento del Prof. Daniele Castrizio co-autore del progetto insieme all’Architetto Loredana Di Mauro. Profondo conoscitore del mondo antico e bizantino, Daniele Castrizio, è professore associato di Numismatica presso l’Università degli Studi di Messina. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi anche su riviste specializzate ed Atti di convegni ed ha partecipato agli scavi archeologici ad Antinoe in Egitto.

L’associazione ed i relatori sono partiti dal presupposto di smentire l’immaginario collettivo dei reggini che si ritengono poveri del patrimonio monumentale, a causa dei ripetuti terremoti. Questa idea viene confutata scientificamente per due motivi: in primo luogo non sono stati i terremoti, ma le ricostruzioni a determinare la perdita del patrimonio storico-monumentale e, in secondo luogo, non è vero che ci siano più testimoni della storia trimillenaria della città più antica d’Italia. Difatti, fra le fiumare del Calopinace e dell’Annuziata sono presenti molti siti visitabili, ma non perfettamente fruibili a causa dell’abbandono e del degrado ambientale che ne ha conseguentemente minato il potenziale turistico. Essi potrebbero rappresentare, non solo delle opportunità per rilanciare il turismo reggino, ma anche il trampolino di lancio per la ricostruzione di un’identità storico-archeologica, per stimolare nuove ricerche e per una concreta consapevolezza sociale dei cittadini.

“Il nostro primo obiettivo-ha affermato il prof. Castrizio- non è solo stato quello di mettere su pianta i siti identificati, ma si è cercato di organizzarli in un itinerario a piedi, che permetta a chi lo voglia di conoscere la città e le sue testimonianze antiche. Abbiamo, inoltre, sentito la necessità- continua il relatore- di legare questi siti ai racconti delle fonti antiche le li vedono scenario di cruciali avvenimenti, spesso militari. Così ne è venuto fuori un interessante approccio alla “polis” antica di Rhegion, che ripropone i temi urbanistici ed economici del suo rapporto tormentato con la propria orografia e con le risorse del territorio. Emerge così un ruolo storico di Reggio come “fortezza” e come “porto commerciale”, che hanno caratterizzato la vita dei reggini per millenni. Forse in un’epoca – conclude il prof Castrizio- che ha smarrito l’idea di progettare il proprio futuro guardando al proprio passato, il nostro sforzo potrà essere utile per quel cambiamento di mentalità da molti auspicato, ma da pochi realmente perseguito”.

 

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