UNO "SCIPPO" SALUTARE PER L'AUTONOMIA SICILIANA

Pubblicato il da Carmelo Garofalo

 

DI CARMELO GAROFALO

 

 

 

 

LOMBARDOI siciliani hanno commentato favorevolmente il provvedimento dei Ministri delle Infrastrutture Altero Matteoli e dell’Economia Giulio Tremonti che hanno disposto la decadenza della concessione data dall’Anas al Consorzio Autostrade Siciliane per gestire le autostrade Palermo-Messina, Messina-Catania e tratti della Siracusa-Gela.

E’ da tempo che era stata allertata la Regione siciliana sui rischi che si correvano percorrendo le autostrade siciliane trasformate in  selvagge trazzere medievali dall’incuria di chi aveva il dovere di provvedere ad una manutenzione indispensabile per la sicurezza degli automobilisti.

Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo è insorto annunciando che darà battaglia per quanto rappresenta “un vero e proprio scippo fatto con grande destrezza ai danni della Sicilia e dei siciliani” Se da una parte è lodevole la reazione del Presidente in difesa di una Sicilia la cui Autonomia è stata spesso disattesa e vilipesa dai governi di Roma, è altrettanto vero che questa volta sarebbe stato meglio incassare in silenzio, tutt’al più offrendo disponibilità a collaborare per mettere in sicurezza, in tempi brevi, le autostrade siciliane.

Il Consigliere comunale di Messina, Salvatore Ticonosco , ha, infatti, espresso “Esprimo palese dissenso nei confronti del Presidente Lombardo, che ha dichiarato che il provvedimento adottato dai Ministri nei confronti del C.A.S. “è un atto illegittimo, nonché privo di fondamento”. Il tutto, mi lascia costernato e dimostra pressa pochissimo e poca conoscenza tematica in discussione. L’occasione per dire al Presidente Lombardo, che quanto da lui asserito, agli occhi degli Italiani ha confermato che la Sicilia è governata non male, malissimo, evidenziando, nella sua interezza, limiti ed incompetenza disarmanti, condivisi solo dalle persone vicine al suo credo politico. Inoltre, dimostra palese arroganza e tracotanza nell’avere collocato persone di sua fiducia nei punti strategici, con l’intento di creare spaccature nei confronti di chi aveva e ha numeri, competenza e spessore politico, per governare meglio di lui la Sicilia.

Pertanto, non posso che condividere quanto espresso dal Sindaco Buzzanca.

“Basta guardare lo stato di degrado e pericolosità nel quale versano le Autostrade siciliane per rendersi conto che il provvedimento adottato dal ministro delle Infrastrutture non è solo opportuno ma anche tardivo” “Il governatore deve finalmente aprire gli occhi e volgere lo sguardo sulla Sicilia. Si renderà conto che di illegittimo e abusivo in Sicilia c’è solo lui”

E’ un intervento che dovrebbe far riflettere il Presidente Lombardo perché riassume tutte le ragioni per le quali i siciliani hanno mostrato il loro consenso, desiderosi di interventi decisionisti che pongano fine alle lungaggini burocratiche che sono causa determinante di mobilismo che uccide, come per i morti delle alluvioni dello scorso ottobre e di tanti morti ricordati dalle croci erette a ricordo delle vittime della strada. Anche in questi giorni i siciliani, ormai smaliziati e non più incantati da magiche vuote parole segnano con sempre più palese insofferenza le turbolenze politiche regionali che, alle volte, ricordano il furbastro gioco delle tre carte. Comincia a farsi strada nei siciliani il sospetto che noi, per primi, ed allora soltanto noi avevamo, di manovre strategiche mirate non  a risolvere le crisi della rottura del patto elettorale di uno schieramento che pure aveva avuto un consenso plebiscitario, che miserabili interessi personali o di gruppo minacciano di disperdere definitivamente allontanando sempre più la gente comune dai partiti. Perché non mantenere l’architettura politica espressa dalla volontà popolare è alto tradimento. Ed allora non resta che ritornare alle urne, ma, questo era il nostro  sospetto e lo è  ancora oggi manderebbe a casa i deputati regionali senza che le matricole di legislatura possano acquisire i diritti alla pensione.

Ed abbiamo, allora, che prima del 2011 non sarebbe stato possibile arrivare a nuove elezioni. Sicchè abbiamo avuto il Lombardo bis, il Lombardo ter, ed adesso si parla addirittura di un Lombardo quattro. 

Quattro governi in due anni sono la più eloquente riprova del fallimento di tutte le strategie messe in atto per non chiari interessi.

E’ l’ora della chiarezza, della trasparenza, dell’onestà intellettuale morale e politica per uscire da un immobilismo che fatalmente conduce  a rendere palese un degrado che, com’è accaduto per le autostrade, è fatalmente distruttivo da quell’Autonomia per la quale abbiamo combattuto e sofferto, sempre più minacciate proprio dal perverso gioco delle consorterie politiche.

Lombardo è il Governatore eletto dal popolo, con una maggioranza larga e chiara ed è questa sfera che deve, per la sopravvivenza del suo governo, cercare di ricucire gli strappi per governare  come i siciliani hanno inteso sia fatto con  il loro voto. Lombardo se vuole, anche perché ne ha le capacità, può riprendere in mano la situazione, inducendo tutti a deporre le armi della discordia nell’interesse esclusivo della Sicilia e dei siciliani per evitare che ulteriori “scippi” non finiscano per “scipparci anche di un Autonomia che maldestramente gestita, potrebbe essere a sua volta salutarmente scippata”

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